CUCINE ECONOMICHE
Nella temperie di persecuzioni e difficoltà che il mondo cattolico visse dopo il completamento del Regno d’Italia, la Chiesa perseguitata e impoverita sviluppò un’intensa attività caritativa ed assistenziale a tutti i livelli.
In
questo clima il Circolo S. Pietro, che già dal giorno della sua fondazione
avvenuta il 28 aprile 1869 aveva come finalità di “formare i giovani alla
franca professione della cristiana religione e alla coraggiosa difesa dei sacri
diritti della Chiesa”, seppe concretizzare tale vocazione con l’apertura,
avvenuta a Roma nel 1877 per espresso desiderio di S.S. il Beato Pio IX, di
alcune Cucine per i più bisognosi, utilizzando le pentole dell'esercito
pontificio donate da Sua Santità affinché
"l'esercito dei poveri, che non sarebbe mai mancato alla Chiesa, avesse sempre una minestra calda”.
Da quel momento i pasti distribuiti dalle Cucine del Circolo che andavano sorgendo in tutta Roma costituirono “la minestra del Papa”: ad essa ricorsero i ceti più poveri ma anche le istituzioni, come il Comune di Roma che nel 1896 si avvalse del Circolo per distribuire 60.000 buoni pasto per i poveri, ai quali già venivano distribuiti giornalmente non meno di 2.000 pasti.
Le Cucine si distinsero in occasione di pubbliche calamità, ma soprattutto il loro essenziale e prezioso servizio fu svolto durante la I guerra mondiale con la distribuzione di 600.000 pasti nel 1914, 2.100.000 nel 1915, 3.500.000 nel 1916, più di 4 milioni nel 1917; tale attività di cristiana solidarietà si distinse inoltre nella crisi degli anni Trenta ma soprattutto durante la II guerra mondiale, quando le Cucine si impiantarono in quasi ogni quartiere di Roma e, nonostante la penuria di ogni genere alimentare e di prima necessità, fecero fronte ad una situazione nella quale non più solo i diseredati e i poveri, ma cittadini romani alla fame, famiglie di militari al fronte o gente fuggita dalle campagne incolte in cerca di una sistemazione nella capitale si rivolgevano alle ben 32 Cucine che fornirono oltre 4 milioni di razioni.
Negli anni Cinquanta le seppur ridotte Cucine continuavano a sfamare i poveri: non più le famiglie della borghesia, come negli anni drammatici ’43-’44, ma i poveri che aveva creato la guerra e che ancora stentavano a reinserirsi nell’alveo della normalità.
Negli anni del boom economico i poveri cambiarono volto. Nelle Cucine si facevano vedere barboni, alcuni dei quali erano anche colti e avevano studiato, ma c’era in essi come una sorta di ribellione verso la società moderna: erano il frutto delle “nuove povertà”. Successivamente ad essi si aggiunsero coloro che, al disgregarsi di entità internazionali, migrarono in cerca di un futuro migliore. Di fronte al fenomeno dell’immigrazione, il Circolo si preoccupò delle nuove esigenze sociali.
Nel corso del Grande Giubileo del 2000, per esplicita volontà del Servo di Dio Giovanni Paolo II, al Circolo S. Pietro fu affidata la gestione delle mense per i pellegrini poveri presso le quattro Basiliche Patriarcali Romane.
Oggi
le mense del Sodalizio sono frequentate soprattutto da extracomunitari, ai
quali il Circolo dà con generosità e con grande spirito di servizio, con quella
carità che da 140 anni dura ininterrotta: infatti la Commissione, oltre a
proseguire la gestione delle ormai storiche mense per i poveri a via della
Lungaretta 91/b e a via Mastro Giorgio 37, che distribuiscono circa 60.000
pasti completi all’anno, ha portato a compimento i lavori di ristrutturazione
della Cucina di via Adige 11, che è stata riaperta il 24 aprile 2009 con la benedizione
solenne di Sua Eccellenza Reverendissima Mons. Renato Boccardo, allora
Segretario Generale del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano. A
tale cucina è già ripresa l’attività di sostegno da parte dei ragazzi della
parrocchia di S. Roberto Bellarmino, che assicurano con discrezione e gioia
cristiana, nel solco della tradizione del Circolo, la loro presenza almeno due
volte alla settimana.
La Commissione assiste inoltre numerose famiglie bisognose e vari Istituti religiosi e collabora con il Centro Polifunzionale di via Fidene e la Commissione Guardaroba, consegnando derrate alimentari di vario tipo.
Presso la Sede del Circolo in Piazza S. Calisto 16, possono essere acquistati i buoni pasto del valore di 7 euro l’uno da donare ai bisognosi direttamente o ai parroci delle proprie parrocchie al fine di una loro distribuzione.
Intervista al Prof. Augusto Pellegrini
Responsabile della Commissione Cucine Economiche
- Qual è lo scopo che si prefigge questa Commissione?
Questa Commissione permette ai Soci che vi si dedicano di testimoniare la carità verso i più deboli, gli emarginati, gli ultimi. Il servizio, infatti, non consiste solo nel dare da mangiare alle persone che arrivano per chiedere un pasto, ma anche per offrire ascolto e amicizia. Una delle vere povertà oggi è la mancanza di tempo e di disponibilità all’ascolto dell’altro e quindi nelle nostre Cucine “non si mangia soltanto”.
- In che modo questo si manifesta concretamente?
Il Socio che presta servizio alle Cucine Economiche si siede accanto alle persone e parla con loro ed è bello vedere come, se all’inizio di un servizio del genere ci si trova a disagio e disorientati, poi chi si dedica alle Cucine si prodiga per gli ospiti con tutto il cuore.
- Quanti sono i Soci che si dedicano alla Commissione Cucine Economiche?
Sono circa trenta coloro che dedicano il proprio tempo a quest’opera, alternando le presenze sulle tre mense del Circolo, ma ci sono anche diversi volontari esterni al Circolo che supportano tale servizio.
- L’aspetto più esemplificativo di questa Commissione
Il Socio della Commissione tocca con mano quanto concretamente si possa aiutare il prossimo bisognoso: conosce così, intrattenendosi con loro, le persone più varie, un’umanità che soffre. C’è chi vive in questo modo per scelta, c’è chi entra ed esce dal carcere, c’è chi ha una storia di tossicodipendenza, c’è chi semplicemente vive nell’indigenza e quindi si rivolge alle Cucine per poter avere un pasto caldo.
- In che modo sono sovvenzionate le Cucine Economiche?
Le strutture che ospitano questa attività, la più famosa e antica del Circolo, vivono con i contributo dei benefattori, non ci sono convenzioni. Possiamo contare sull’aiuto del Santo Padre, che non manca mai di far arrivare il suo paterno sostegno ai poveri di Roma, mentre l’unico contributo “istituzionale” arriva, ormai da nove anni, dalla Provincia di Roma.
A coloro che vengono a mangiare senza avere il “buono”, che normalmente distribuiamo attraverso i parroci o gli Istituti religiosi o i singoli benefattori che li acquistano, si chiede un piccolo contributo volontario di 2,50 euro, in modo che ciascuno, in qualche modo, con il poco che ha, “acquista” il pasto, non gli viene “elargito”, “regalato”: ciò psicologicamente è molto importante, è un sostegno. Il contributo è chiaramente simbolico e volontario.
Chi vuole adottare quest’opera del Circolo può farlo con un versamento su:
Bancoposta Codice IBAN: IT 39 R076 0103 2000 0003 5064 005
Banca Carige Codice IBAN: IT 64 F061 7503 2590 0000 0075 880
cucineeconomiche@circolosanpietro.org
Commissione Cucine Economiche
Via della Lungaretta, 91/b
– Tel. 06.5800.984
Via Mastro Giorgio, 37 –
Tel. 06.5780.878
Via Adige, 11 – Tel.
06.8543.098