PIO IX - Il 14 maggio 1869 il Cardinale Vicario di Roma, Costantino Patrizi, approvò la costituzione del Circolo e il suo Statuto. Dieci giorni dopo, il 25 maggio, il Santo Padre ricevette in udienza i Soci Fondatori del Circolo S. Pietro che «supplicavano una speciale benedizione per loro e per l'opera appena costituita», come gli venne detto dal Presidente facente funzioni Cav. Mencacci.

Il Santo Padre chiese: «Questo è tutto?». Il Cav. Mencacci proseguì: «Sì Padre Santo, che questi giovani non volevano tediare Vostra Santità con un lungo indirizzo».  «Ma io non so l'oggetto, non so lo scopo.»  «Padre Santo, lo scopo e l'oggetto è di animarsi nel fare del bene e di interessarsi a vicenda nel combattere il male. Del resto io sono veramente un intruso tra loro perché ho superato l'età richiesta dallo Statuto e sono un Presidente provvisorio. Ma Vostra Santità ha già avuto gli Statuti.»  «Eh sì che volete che fra tante cose mi ricordi di questo!»  Allora si fece avanti il Prof. Jacobini che disse: «Padre Santo se per­mettete preciserò meglio lo scopo della nostra Società, che è quello di formare la gioventù alla professione franca e aperta della Religione...». «E così vincere il rispetto umano che è il suo capitale nemico, non è vero? Bravi continuate!» «...e questo Bea­tissimo Padre sia coll'esempio, sia col sovvenire alla stampa cattolica e finalmente coll'adoperarsi per il denaro di S. Pietro...» «Benissimo! Bravi Figlioli, siate superiori al rispetto umano e siate franchi nelle opere di religione, come dobbiamo esserlo noi tutti cristiani... Preghiamo il Si­gnore perché voglia aiutarci perché a guardare le cose dalla parte degli uomini non vi è raggio di luce alcuna. Prussia è protestante, Inghilterra è protestante. Stati Uniti sono prote­stanti eppure chi vuol fare il buon cristiano lo lasciano fare. Non così ovunque... Lasciamo fare a Dio, Egli sa come consolarci. Dunque il Signore benedica Voi, le Vostre famiglie e il Vostro Circolo così che possiate gioire lunghissimi anni felici. Addio, figlioli cari. Addio!»  Abbiamo voluto riportare quasi integralmente il contenuto di questo primo incontro del Papa con il Cir­colo S. Pietro, proprio per sottolineare lo specialissimo rapporto familiare che sin dall'inizio il Circolo ha avuto il privilegio di ottenere dai Sommi Pontefici.

Di Pio IX, comunque, vogliamo riportare per la loro rilevanza storica le frasi che rivolse ai giovani soci del Circolo dopo la breccia di Porta Pia, l'occupazione di Roma e la fissazione del plebiscito per il 27 ottobre del 1870. Alla vigilia del plebiscito il periodico Divin Salvatore, che a quell'epoca era l'organo di stampa del nostro Circolo, fu l'unico giornale pubblicato a Roma che avanzò una formale protesta contro tale decisione.

Non per niente il Santo Padre il giorno successivo al plebiscito accettò di incontrarsi con i giovani del Circolo, anzi volle ricevere solo i soci del Circolo. Disse loro: «Se la rivoluzione non avesse arrecato tanti danni alla Religione e tante trafitture alla società e alla morale, sarebbe quasi da benedirne Iddio, come di un benefizio. Mentre ha dato occa­sione a tante migliaia di italiani e anche di forestieri, di mostrare il loro affetto filiale verso la S. Sede ( ...). Intanto io prego il Signore a benedire me, voi e le vostre famiglie. Così Egli vi mantenga tutti nei vostri santi propositi e nell'attaccamento alla Santa Sede che mi avete manifestato e nelle belle offerte che mi avete fatto, come io di cuore intendo di benedirvi». I1 Circolo non potrà mai di­menticare che questo fu il primo discorso, in senso assoluto, pronunciato dal Pontefice al riguardo in quei giorni memorabili della caduta del potere temporale.

E poi, quando Pio IX disse al Cardinal Jacobini, che lo informava che proprio quel giorno il Circolo iniziava l'Opera delle Cucine Economiche: «Ora che non serve più ai miei soldati, adoperatelo pure per l'esercito dei poveri, esercito che non mancherà mai alla Chiesa e che io benedico insieme a tutti voi». Si riferiva al grande marmittone da campo degli Zuavi Pontifici, che sarà utilizzato nella prima Cucina Economica del Circolo, quella di vicolo Orbitelli, e trasferito successivamente, nel 1894, a quella di via dei Bresciani.

Vorrei ricordare, infine, che il 22 giugno 1871, nella Sala del Concistoro, il Circolo S. Pietro volle con­segnare al Santo Padre, oltre a 10 volumi rilegati con 180.000 firme di devota testimonianza di affetto al Papa, i due ricchi flabelli che per decenni hanno accompagnato i Sommi Pontefici, sino a Paolo VI, assisi sulla Sedia Gestatoria. Pio IX apprezzò i doni e ringraziò: «Io scorgo in questi simboli i vostri cuori, i quali mi accompagneranno sempre e fedelmente nel combattere gli attacchi dei nostri comuni nemici. I vostri cuori saranno saldi come scudi a respingere e spuntare tutti gli strali delle ingiurie, delle bestemmie e delle eresie, onde gli empi vorrebbe­ro, se fosse possibile, distruggere - nel suo stesso centro - la religione di Gesù Cristo».

«Pascetevi della vita degli Angeli, fortificatevi del pane dei forti. Il Signore vi investirà del Suo spirito», aggiunse Pio IX, e alla fine: «Oggi intanto Io vi benedico. Sì, Io levo le mani a Dio e dico come Giacobbe all'Angelo: "Signore non ti lascerò partire se prima non avrai benedetto questi miei figli, se prima non avrai infuso nelle anime loro nuovo coraggio, nuova forza, nuova grazia a vincere l'opposizione dei tuoi nemici". E nel Suo Santo Nome vi benedico ancor Io».

LEONE XIII - Tra gli eventi significativi dei primi anni del pontificato di Leone XIII non possiamo non citare i consistenti aiuti personali dati dal Papa al Circolo, sin dalla sua elezione, per le Cucine Economiche e per i Dormitori Economici. E neppure la famosa notte del 13 luglio del 1881, quella della traslazione della salma di Pio IX a San Lorenzo fuori le mura, quando i giovani soci del Circolo fecero quadrato intorno al carro funebre, risoluti a difendere il feretro a qualunque costo, usando pugni e bastoni e le stesse fiaccole, non solo sul ponte ma via via sino a via Nazionale e quindi al Verano.

Un gesto particolarmente apprezzato dal Santo Padre, che nell'udienza successiva concessa al Circolo così si espresse: «La vostra Società, benedetta dal nostro glorioso Predecessore e da Noi, recò frutti preziosi che se ne speravano. In special modo prendendo la forza dell'invitto Principe degli Apostoli, da cui volle prendere il nome, mercé lo zelo operoso e perseverante dei soci, molte e utili cose intraprese che lo rendono benemerito della causa cattolica. È nostra intenzione di rendere pubblicamente al Vostro Circolo i meritati encomi, ma nel tempo stesso intendiamo animarvi a perseverare costanti nelle opere intraprese; a non lasciare mai raffreddare negli animi vostri, l'ardore dello zelo, e accenderlo anzi ogni di più, come richiedono i gravi bisogni dei tempi ( ... E' necessario mantenere, nel vostro Circolo, vigoroso lo spirito che ebbe nella sua istituzione; essere pronti ai sacrifici che la difesa della causa cattolica potrà un giorno do­mandarvi nuovamente; unire i vostri sforzi a quelli di tutte le altre asso­ciazioni cattoliche».

Di Leone XIII desideriamo sottolineare che ha dato la testimonianza più alta che il Circolo potesse mai ambire, quando il 5 agosto del 1898, nella Sua Enciclica Spesse volte, ricorderà tra i meriti della società cattolica proprio le formule tipiche di assistenza del Circolo, utilizzando le stesse nostre definizioni delle opere di assistenza: «Centinaia di associazioni e di comitati sorsero in varie parti dell'Italia e dal loro zelo indefesso ebbero origine Casse Rurali, Cucine Economiche e Dormitori Economici, ricreatori festivi...».

PIO X - Di questo Sommo Pontefice, più che discorsi ufficiali, troviamo tutta una serie di citazioni che ha riservato più volte all'anno, durante il suo Pontificato.

Nella ricorrenza del terzo anniversario della sua Elevazione al Soglio di Pietro, raccomandava ai soci del Circolo di adoperarsi «con progressivo zelo a rendere in mezzo al popolo sempre più fruttuose le opere di carità». A tale invito, la Presidenza decideva di distribuire per l'anniversario della Incoronazione, cinque giorni dopo, ventimila buoni delle Cucine Economiche tra i poveri di Roma.

In altra occasione, ricevendo i soci per il suo giorno onomastico, Pio X si «congratulò per lo stato fiorente delle Opere, di cui aveva avuto più volte ammirata notizia e per la qual cosa desiderava dimostrare la sua compiacenza sovrana».

Dalla relazione del Segretario Generale per il 1908 apprendiamo che quell'anno l'avremmo ricordato per due eventi: il giubileo sacerdotale del Sommo Pontefice (e le parole da Lui riservateci in tale occasione e il terremoto di Reggio e Messina. Nella stessa relazione apprendiamo che «grazie alla generosità del Santo Padre che desiderava una cultura profonda dei giovani soci del Circolo venne istituita una Sala di lettura e una copiosa biblioteca con le più importanti pubblicazioni, specialmente in materia sociale». Infine, poco tempo prima del suo passaggio alla vita eterna, ricevendo il Presidente in udienza privata «con la consueta amabilità, prendendo vivo interesse per le Opere e dichiarandosi pienamente soddisfatto dell'andamento del Circolo, promise di aiutare anche in quell'anno quelle opere che sentono maggiore il bisogno di essere sostenute».

BENEDETTO XV - Durante questo Pontificato non venne pubblicato con regolarità il Bollettino del Circolo, e anche nei verbali del Consiglio Direttivo troviamo solo notizie sulle udienze concesse ed elenchi dei membri del Circolo che ne avevano preso parte. Inoltre, nel numero unico del cinquantenario (1919) troviamo pochi accenni al Papa regnante: «Il Circolo nostro è orgoglioso e lieto di ricordare come l'attuale Successore di San Pietro Benedetto XV, gloriosamente regnante, sia iscritto da 37 anni fra i suoi soci.

La scheda personale d'iscrizione ci dice che Monsignor Giacomo Della Chiesa, con domicilio in piazza S. Eustachio n. 83 nato nel 1854, sia stato propo­sto dal Presidente Luigi Rossi De Gasperis il 16 dicembre 1882 e accolto tra i soci partecipanti nell'Assemblea del XIV anno di fondazione del Circolo».

Il Circolo, poco dopo la sua elezione, venne ricevuto in udienza, durante la quale ebbe il privilegio di ascoltare «come il Vicario di Gesù Cristo ricordava con soddisfazione di essere stato ascritto fra i cattolici della Gioventù Romana del Circolo S. Pietro».

Non va dimenticato che il Ponti­ficato di questo Papa è stato caratterizzato, per più della metà della sua durata, dalle tristi vicende della prima guerra mondiale. Benedetto XV esortò il Circolo a fare il suo dovere e il Circolo, anche se a ranghi ridotti essendo molti soci richiamati sotto le armi, aprì nuove cucine, fondò il Segretariato del Popolo, rivitalizzò il Guardaroba dei Poveri. Spesso i soci si recavano dal Santo Padre dicendogli la famosa frase: «Padre Santo co­mandate, che i vostri figli son pronti ad ubbidire». E il Papa ricordava lo­ro ogni volta che «oltre l'Azione e il Sacrificio c'era la Preghiera, soprattutto la Preghiera».

Essendo giunti finalmente alla fine del conflitto il Santo Padre invitò il Circolo, negli anni a seguire, «di ritornare con forze rinnovellate e ravvivate, a corrispondere ai nuovi bisogni dei tempi, adoperandosi affinché come nel passato glorioso, così che per l'avvenire possa essere abbondantemente fecondo il seme che il Circolo spargerà nel suo nuovo cammino».

PIO XI - «Achille Ratti fu Socio illustre e ammirato; restò Socio fino all'Elevazione al supremo fastigio della Tiara, e anche dall'alto del So­glio Apostolico si è degnato affermare che intende restar Socio, pur divenendo Padre, Patrono e Signore Venerato del Circolo»: con queste parole apriva il Bollettino del Circolo il suo numero del 30 aprile 1922, nel quale era riprodotta tra l'altro la domanda sottoscritta dal Sacerdote Achille Ratti, il 17 novembre 1871, per essere ammesso in qualità di Socio Effettivo.

In tutti i giorni onomastici del suo Pontificato, il Santo Padre era solito concedere udienza al Circolo e tutti gli anni sul Bollettino troviamo scritte frasi analoghe alla seguente: «Il Santo Padre ha gradito in sommo grado il filiale pensiero (...) Dopo aver ammirato ed essersi compiaciuto con i presenti da Lui considerati come i suoi più devoti e cari figli, ammise al bacio della mano gli intervenuti che furono presentati uno ad uno al Santo Padre dal Presidente Generale. Il Santo Padre, man mano che avveniva la presentazione, s'interessava delle Opere del Circolo soffermandosi in modo particolare per chiedere notizie sull'andamento delle Cucine Economiche e sullo sviluppo che va sempre più prendendo l'assistenza religiosa nelle Cappelle dell'Agro Romano da Lui voluta».

Dopo ogni udienza per la conse­gna dell'Obolo, giungeva ogni anno al Presidente del Circolo una lettera, anche questa sempre diversa, del Cardinale Segretario di Stato nella quale erano contenuti ringraziamenti e concetti analoghi ai seguenti: «Ho l'ambito incarico di comunicarle l'apprezzamento e il ringraziamento dell'Augusto Pontefice che paternamente si compiace, come in una novella prova della loro immutata devozione e dell'affetto filiale di questa eletta porzione del suo gregge».

Infine, pochi giorni prima del suo passaggio alla vita eterna, Pio XI definì il Circolo «benemerita istituzione romana», alla quale inoltrava l'ultima sua generosa offerta di lire cinquemila da erogarsi in buoni gratuiti delle nostre Cucine Economiche.

PIO XII - Nella solenne udienza del 23 luglio 1944 per il settantacinquesimo Anniversario del Circolo, Papa Pacelli ha tracciato per così dire una Summa sul Circolo che proprio per la sua portata riporteremo quasi integralmente.

«Settantacinque anni di vita, quante nobili imprese suscitate dalla più ardente fede! Quante prove di misericordia corporale e spirituale, nate dal fervore dell'apostolato!

Quante prove di devozione e di attaccamento alla Santa Sede la storia della vostra istituzione ha in questi anni registrate! (...) Quando in giorni ormai lontani, si combatté nelle vie di Roma intorno alla salma di un Venerato Pontefice, gli uomini e i giovani del vostro Sodalizio erano là - simbolo ed espressione inconfondibile di tutta la vostra attitudine - nel punto più esposto. E sempre, allorché si è trattato, nella città eterna, di propugnare i diritti di Dio, la libertà della Chiesa, la dignità e la indipendenza del suo Capo visibile, le tradizioni cristiane dell'Urbe, voi siete stati, vigili scolte, al posto di onore e in prima linea».

E ancora: «Noi vediamo che il vostro triplice ideale: preghiera, azione e sacrificio, la cui suprema manifestazione è la carità vivente della vita di Cristo ed esplicantesi sotto la ispirazione e la guida materna della Chiesa, è stata veramente il vostro titolo di nobiltà e il vostro programma.

Un programma? Più e meglio che un programma, è la storia di un passato magnifico, di tre quarti di secolo». Quindi: «La mano di Dio si fa visibile in voi, diletti figli e figlie; mediante il vostro ministero caritatevole esso assicura agli sventurati la tavola delle cucine economiche, e a un buon numero anche la mensa di famiglia, il letto dei nostri dormitori, i vestiti della vostra guardaroba. (...) voi anche in queste opere, chiamate di misericordia corporale, mirate più in alto dell'atto materiale, voi destate, per saziarla, la fame dell'anima e Dio sa di quanto vantaggio spirituale già sono e sempre più saranno le Messe domenicali, le predicazioni e i ritiri da voi istituiti»

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GIOVANNI XXIII - Questo Papa, pur non socio, ben conosceva il Circolo avendolo frequentato a più riprese, tanto da aver tenuto gli esercizi spirituali ai soci in preparazione ad una Santa Pasqua. Abbiamo voluto iniziare il capitoletto a lui riservato con citazioni della prima udienza che concesse al nostro Sodalizio, 1'S febbraio 1959, nella Sala Clementina, in concomitanza con il novantesimo anniversario della nostra Associazione.

Il Santo Padre volle richiamarsi «con riconoscente cuore alle onoran­ze che il Circolo volle tributare a due nuovi Vescovi: l'uno era Monsignor Roncalli, l'altro Monsignor Hinsey che dopo alcuni anni di missione fu Arcivescovo di Westminster e Cardinale».

Ma Sua Santità volle risalire ancora più indietro, «alle origini del Circolo, alla fondazione che segnò come un punto di partenza di un grande pellegrinaggio, così fecondo di sante imprese. Questo fatto rievoca l'inclito Pontefice Pio IX e ciò che Egli ebbe a soffrire per la causa della libertà».

Giovanni XXIII aggiunse che «gli eventi hanno provato che la fi­ducia del grande Papa fu ben riposta: e per quanto è avvenuto in questi novant'anni c'è motivo di ringraziare Iddio».

Qualche giorno prima era stata celebrata la festa di San Tito, discepolo carissimo di Paolo; in quella occasione il Papa ricordò che «I1 Circolo S. Pietro, già per il suo stesso nome, di poi per quanto ha sempre compiuto, ben si raccomanda come il continuatore di missioni squisitamente cristiane». Inoltre, «pur rimanendo per anni fuori Roma è stato un piacere l'aver potuto seguire la vita del Circolo e non si può che compiacersi per quanto so­no riusciti a fare distinti personaggi che vi appartennero e che per anni lo guidarono. Basti ricordare un solo ma profondamente caro nome: Paolo Pericoli. ( ...) Sempre vera e luminosa è l'affermazione di Pio IX. In qualsiasi evenienza il Papa sa di poter contare sul cuore di figli carissimi, sulla loro forza e risolutezza»

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PAOLO VI - Papa Montini è senza dubbio uno dei Sommi Pontefici che ha riservato al Circolo S. Pietro attenzioni e pensieri fuori dal comune. È stato il Papa del Centenario del nostro Sodalizio e nella solenne udienza del 31 maggio 1969, nella Sala Clementina, ci ha rivolto un discorso definito allora, dalla Presidenza Generale, come magistrale.

«Dunque, siate i benvenuti, diletti figli, e grazie per la vostra visita, per il vostro affetto che noi sappiamo profondo e sincero; grazie per tutto quello che fate per Noi col vostro obolo generoso e col servizio d'onore prestato alla Nostra persona; grazie per quello che fate per Roma con le molteplici e fiorenti iniziative di carattere sociale, caritativo, apostolico, che Noi seguiamo con tanto interesse ed edificazione».

Paolo VI continuò che «del resto basta considerare il vostro motto "Preghiera, Azione, Sacrificio"». E diede consigli: «Nella misura con cui voi sarete fedeli a questo programma, dipenderà il grado di vitalità per l'avvenire del vostro Sodalizio.

Anzitutto vi raccomandiamo la preghiera. È la condizione indispensabile per assicurare alla vostra Associazione la sua affermazione francamente religiosa, cattolica, spirituale, interiore». Perché «Roma, Roma stessa, ha bisogno di cattolici pari a questa concezione integra e virile della professione religiosa e cristiana».

Proseguì dicendo che «viene poi l'azione. È un altro carattere distintivo del vostro Circolo. Esso non è un club chiuso o un'associazione di svago e di passatempo. È invece una scuola d'attività religiosa, benefica, sociale, civile. È una palestra. È una milizia. È una presenza nel mondo. Voi guardate la scena del mondo: la dovete conoscere, valutare, servire... Il cristianesimo oggi dev'essere attivo, militante, missionario e la carità del bene lo deve documentare.

Tutto ciò naturalmente costa sacrificio. Un cattolicesimo comodo, onorato, pacifico e forse anche vantaggioso non è la vostra interpretazione della vocazione cristiana, romana, papale». Infatti: «Voi siete disposti a pagare di persona, ove occorra, non foss'altro con la coerenza della vostra condotta cristiana. ( ...) V'è qualche cosa di nobile e generoso nel vostro modo di dirvi cattolici... Vorremmo che i giovani, quelli delle nuove generazioni, fossero così perspicaci e coraggiosi da comprendere la bellezza di tale formula; fossero loro a riprenderla come bandiera, a cui gli anni hanno dato onore, e non vecchiaia, e che infondessero, nella vostra compagine, il genio e l'energia della loro età»

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GIOVANNI PAOLO I - Oltre lo scambio di messaggi tra la Presidenza e la Segreteria di Stato per la sua elezione, per l'intronizzazione e per il suo passaggio alla vita eterna dopo 33 giorni di Pontificato, il Circolo S. Pietro ha di Giovanni Paolo I - come leggiamo nel Bollettino - i soli ricordi di «una novella aurora radiosa che aveva cominciato a risplendere e si avviava ad un luminoso meriggio che volgeva rapidamente ad un tramonto tanto più doloroso quanto maggiori erano state le speranze e le prime certezze realizzate di un Pontificato che si annunciava come uno dei più preziosi che abbiano allietato la Chiesa».

Oltre al Presidente Generale e pochissimi altri Soci che avevano avuto l'onore di incontrarlo nei trentatré giorni di Pontificato, solo i soci della Sezione dei Servizi d'Onore, tra cui l'estensore di queste note, hanno avuto il privilegio di servirLo.

Il Marchese Sacchetti così lo ricordava ai soci, in occasione dell'Assemblea Solenne: «Albino Luciani saliva sulla cattedra suprema, sorridente e accogliente, paternamente cordiale ma salda roccia, come Pietro, dinanzi al prorompere del male e dell'errore, Maestro senza cedimento nel campo della morale e della retta disciplina. Il suo sorriso am­mantava con fermezza incrollabile. Nei brevi giorni del suo Pontificato, il più breve, dopo quello di Leone XI, degli ultimi tre secoli, egli conquistava non solo la stima ma la simpatia di tutto il mondo per il suo candore e la sua bontà».

GIOVANNI PAOLO II - Era il 24 dicembre del 1979. Disse: «E per me motivo di gioia e di soddisfazione ricevere oggi, alla Vigilia del Santo Natale, una schiera così numerosa e qualificata di laici romani, i quali portano nel loro cuore la ricca e molteplice esperienza di una Associazione che ha ormai centodieci anni di vita e si fregia del no­me del primo Vescovo di Roma e Pastore della Chiesa Universale».

Ricordò che Preghiera, Azione e Sacrificio «sono stati fin dall'inizio i tre motti programmatici, simili a direttrici di marcia, che vi hanno guidato e animato in questi centodieci anni. La Preghiera, anzitutto quella personale, l'intimo e profondo dialogo e rapporto di fede e di amore con Dio Padre, col Cristo e con lo Spirito Santo, nella meditazione continua e poi quella comunitaria nella parteci­pazione alle celebrazioni liturgiche.

L'Azione, che si è attuata nelle svariate opere di apostolato e carità tipiche del Circolo, sempre tempestivamente pronto e preparato ad affrontare i problemi di carattere pastorale, catechistico e caritativo, o a far sentire chiara la voce dei suoi membri per proclamare la fede cristiana o per protestare nei confronti di situazioni sociali o di progetti contrari alla  concezione cristiana della vita o della società».

E aggiunse: «Queste opere di misericordia, raccomandate da Gesù, sono state realizzate da voi che avete saputo vedere nel povero l'immagine umiliata e sofferente del Cristo, Figlio di Dio e nostro Fratello».

Quindi, il terzo motto: «Il Sacrificio. Il Circolo S. Pietro è nato in un periodo nel quale era necessario un autentico coraggio per proclamarsi operanti cattolici e fedeli al Papa. Occorreva pagare di persona. E quelli che vi hanno preceduto in quei tempi difficili lo hanno fatto veramente». La memoria di Giovanni Paolo II corse all'aggressione dell'8 dicembre 1870, all'uscita dalla Basilica di S. Pietro, e alla difesa della salma di Pio IX, la notte del 13 giugno 1881.

Il Papa concluse quel discorso con una esortazione: «Continuate la vostra operosa carità verso i fratelli bisognosi, adattando, innovando, reinventando - se necessario - nuove iniziative più consone ai tempi odierni, ma sempre in perfetta adesione al Mandato di Gesù "Amatevi come io vi ho amato"».

E veniamo ora a quanto ha voluto dirci nell'Udienza concessa al Circolo il 28 marzo 1994.

«Sono lieto di accogliervi come ogni anno, ma oggi in coincidenza d'un singolare anniversario. Sono infatti trascorsi 125 anni da quando, il 28 aprile 1869, prese avvio la vostra Associazione, nata grazie all'iniziativa di un drappello di giovani, desiderosi di testimoniare al mio venerato Predecessore Pio IX devoto attaccamento. Ricordando il bene operato dal vostro Sodalizio in questo pe­riodo di storia, porgo a tutti il mio cordiale saluto. In particolare saluto Monsignor Ettore Cunial, che da ol­tre vent'anni vi è accanto e vi guida con saggezza quale Assistente spiri­tuale. Saluto, poi, il Presidente, il Marchese Giovanni Serlupi Crescenzi, il quale, con le sue cortesi parole, s'è fatto interprete dei vostri sentimenti, illustrandomi talune delle attività espletate nell'anno trascorso, e facendomi partecipe dei programmi della vostra Associazione.

Vi ringrazio per questa visita, per l'affetto sincero e immutato che riservate al Successore di Pietro e per la preziosa opera che continuate a svolgere a favore della città di Roma mediante diverse iniziative sociali e caritative. Nota peculiare e caratteristica del Circolo S. Pietro è la totale disponibilità verso la Chiesa, il Magistero e la persona del Pa­pa. Il vostro Sodalizio è stato, inoltre, sempre riconosciuto come strumento della carità del Successore di Pietro, quasi come un suo braccio proteso verso i bisognosi della Città eterna. La carità ha quindi accompa­gnato e connotato sempre la vostra esistenza, carità che non è assisten­zialismo e filantropismo, ma amore verso Dio e il prossimo, che cerca sempre nuove vie per recare ovunque il conforto della fattiva solidarietà».

Alla fine, tornando alla ricorrenza dell'anniversario, il Santo Padre disse: «Carissimi, dei 125 anni del vostro Sodalizio, voi rappresentate la continuazione e l'attualità: ne siete l'oggi, rinnovando il tradizionale giuramento di fedeltà al Papa secondo il suggestivo motto Preghiera, Azione, Sacrificio. Mentre ringraziamo il Signore d'aver suscitato e mantenuto fiorente il vostro Circolo S. Pietro, vogliamo chiedere per ognuno di voi il dono dell'entusiasmo perché possiate proseguire nel solco segnato dai vostri lungimiranti fondatori».

BENEDETTO XVI - Nella Sala dei Papi del Palazzo Apostolico Vaticano, Benedetto XVI ha ricevuto il 7 luglio 2005 in Udienza i Soci del Circolo S. Pietro ed ha loro rivolto il discorso di cui riportiamo l'ultima parte"

Cari fratelli e sorelle, è la prima volta che vi incontro da quando Iddio mi ha chiamato a svolgere nella Chiesa il Ministero Petrino, ma conosco bene e da tempo il vostro servizio animato da convinta fedeltà e docile adesione al Successore di Pietro.

Vi domando di accompagnarmi anzitutto con la preghiera. Fate della preghiera il quotidiano alimento della vostra vita con abituali soste di meditazione e di ascolto della parola di Dio e con l'attiva partecipazione alla Santa Messa. È importante che l'esistenza del Cristiano sia centrata sull'Eucaristia. A questo ci invita l'Anno dell'Eucaristia che, per volontà del mio amato predecessore, il Servo di Dio Giovanni Paolo II, si sta celebrando in ogni comunità ecclesiale. Non dobbiamo mai dimenticare che il segreto dell'efficacia di ogni nostro progetto è Cristo e la nostra vita deve essere penetrata dalla sua azione rinnovatrice. Dobbiamo porre sotto i suoi occhi tutte le attese e le necessità del mondo; in particolare a Gesù che adoriamo nell'Eucaristia vanno presentate, cari amici, le sofferenze degli ammalati che andate a visitare, la solitudine dei giovani e degli anziani che incontrate, le paure, le speranze e le prospettive di tutta l'esistenza. E così, con questo interiore atteggiamento, sarà più facile per voi realizzare la vostra vocazione cristiana e andare incontro a quanti vivono in condizioni di disagio o di abbandono, testimoniando loro la presenza consolatrice di Cristo".