8 DICEMBRE 2007

IMMACOLATA CONCEZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA

Il Circolo S. Pietro ha da sempre una particolare devozione per Maria Santissima, Madre di Dio e della Chiesa, e, come è ormai tradizione, i Soci hanno celebrato la Festa dell'Immacolata Concezione, l'8 dicembre, con la Santa Messa officiata dall'Assistente Ecclesiastico, Mons. Franco Camaldo, presso la Cappella del Collegio S. Giuseppe, Istituto De Merode.

Dopo la Messa i Soci si sono recati in processione a rendere omaggio a Maria Santissima Immacolata, portando una composizione floreale che hanno deposto ai piedi della colonna a Lei dedicata a Piazza di Spagna.

Riportiamo il testo dell'Omelia pronunciata da Mons. Camaldo.

 

 

            Sia lodato Gesù Cristo.

            Carissimi Fratelli e Sorelle, Soci del Circolo S. Pietro.

            La festa di Maria Santissima che oggi celebriamo si colloca opportunamente nel tempo di Avvento. Infatti, se Avvento significa la prima venuta storica di Gesù, Maria non solo l'ha attesa insieme al suo popolo, ma l'ha preparata e resa possibile: è, appunto, la Madre del Salvatore promesso e atteso. Se poi Avvento dice l'ultima venuta di Cristo - quando Egli porterà la liberazione e la salvezza definitiva - Maria, che è già nella gloria, anticipa quel futuro che la Chiesa aspetta.

            Maria è già ora quello che la Chiesa sarà, quando il suo Signore verrà.

            Sua Eminenza il Cardinale Joseph Ratzinger così scriveva in un Suo saggio teologico spirituale: "l'Avvento di fatto è un tempo mariano, è il tempo in cui Maria ha fatto spazio nel proprio grembo al Redentore del mondo, in cui portò in sé l'attesa e la speranza dell'umanità. Celebrare l'Avvento significa diventare mariani, unirsi al sì di Maria che è continuamente lo spazio della nascita di Dio, della pienezza del tempo."

            Oggi la Chiesa, l'intera famiglia dei figli di Dio, si stringe attorno a Lei nel celebrare un privilegio eccelso che il Signore Le ha concesso: l'Immacolata Concezione. Tre anni fa ricorreva precisamente il 150° anniversario della Definizione Dogmatica dell'Immacolata Concezione di Maria, compiuta dal "nostro" Beato Papa Pio IX l'8 dicembre 1854. Quattro anni dopo la Vergine appariva a Santa Bernadetta nella grotta di Massabielle a Lourdes come l'Immacolata Concezione.

            Come possiamo intendere questo straordinario dono di Dio a Maria? L'umanità, all'inizio del suo cammino, ha fatto naufragio nel rapporto con Dio: i primi uomini, lasciandosi ingannare dal Maligno, hanno rifiutato il Signore rompendo l'alleanza con Lui (cfr. Gn 3, 9-20: I lettura). Con la loro colpa hanno trascinato nello stato di lontananza da Lui anche i loro discendenti. Hanno perduto il bene supremo dell'amicizia con Dio per sé e per noi.

            Dio, però, nel suo amore misericordioso, ha promesso fin dall'inizio la vittoria dell'umanità sul male (cfr. ancora I lettura) e ha poi inviato il Salvatore, figlio di una vergine (cfr. il Vangelo): Gesù col suo sacrificio ha liberato gli uomini dal peccato che li teneva schiavi lontano da Dio e li ha riportati in braccio al Padre. Tutto questo, però, si realizza per ognuno nella misura in cui si unisce a Gesù nella fede e nei Sacramenti.

            E' la realtà della Redenzione! Anche Maria è stata redenta da Cristo.

            Ma in modo unico e specialissimo: è stata liberata dal peccato in modo preventivo, cioè preservata dall'esperienza stessa del peccato.

            In Maria rifulge maggiormente l'opera della grazia di Dio. Maria è la prima redenta, redenta in modo sublime e singolare. La redenzione compiuta da Gesù ha operato in Lei in anticipo. Un figlio che preesiste alla madre e se la sceglie come vuole... Immacolata Concezione: fin dal primo istante in cui Maria ha cominciato a esistere nel grembo di sua madre è stata tutta di Dio, avvolta dal suo amore, senza che il peccato potesse mai sfiorarla né allora né in seguito. Immacolata significa di per sé che è libera da ogni macchia. Il peccato è concepito come una macchia che deturpa la persona in suo potere. In reaaltà, il peccato è soprattutto negazione del rapporto con Dio e con gli uomini; è tradire Dio; è voltargli le spalle, chiudendosi nel proprio egoismo. L'Immacolata, allora, va intesa come la senza macchia, la tutta bella, proprio perché è il contrario del peccato in tutte le sue espressioni. E' cioè la creatura che appartiene a Dio nella forma più intensa ed esclusiva. La sua relazione con Dio è la più alta e vertiginosa che si possa pensare, dopo la relazione che lega fra loro le Persone della Trinità. E' soprattutto il contenuto positivo che è importante cogliere nel termine Immacolata: la tutta santa.

            E' il titolo con cui abitualmente è chiamata Maria nella Chiesa d'Oriente, mentre noi preferiamo dire la Madonna, la piena di Spirito Santo, la piena di grazia che la rende tutta amore e le suscita incessantemente nel cuore l'"Eccomi, sono la serva del Signore!": tutta sì a Lui, tutta Sua e tutta nostra; tutta bellezza, fascino, splendore, limpida trasparenza di Dio.

            Cos', nel Vangelo di oggi, ci limitiamo a considerare le prime battute del dialogo tra l'Angelo e Maria. Maria riceve il Vangelo, cioè la buona notizia dell'evento inaudito e straordinario che l'amore di Dio sta per compiere in favore degli uomini.Per questo la prima parola che Dio rivolge a Maria è un invito alla gioia: Rallegrati! Cioè non puoi non essere felice, hai tutti i motivi per esultare. A questo invito segue un nome nuovo che Dio dà a Maria e quasi definisce la sua identità: piena di grazia, ricolmata di ogni grazia e favore da parte di Dio, amata da Lui in modo superlativo e fuori misura.

            Il Signore è con te. Il Dio infinitamente buono e potente Le assicura la sua vicinanza, la sua presenza intima. Questa prossimità di Dio a Maria, quest'amore di Dio a Maria a quando risale? Non l'avvolge soltanto nel momento in cui Essa riceve l'annuncio dell'Angelo, ma molto prima: nell'istante del suo concepimento Dio si dona a Lei e l'abbraccia con una tenerezza infinita. Anzi, prima ancora, perché da sempre Dio l'aveva pensata, sognata, scelta e preparata come un autentico capolavoro della Sua sapienza e del Suo amore. E Dio non ha ancora finito di stupirsi per quello che ha operato in Maria. Immagino Dio che non si stanca di contemplarla, sorpreso e incantato davanti all'opera che gli è perfettamente riuscita. Il nostro stupore gioioso davanti a Maria condivide quello di Dio stesso. Maria è la creatura perfettamente realizzata nella quale l'umanità raggiunge ed esprime il meglio di sé. E' il fiore dell'umanità e di tutto il creato. L'umanità, nella sua storia di luci e di ombre, di miserie e di fallimenti, è come un immenso stelo che però fiorisce in Maria. Questo fiore con la sua umile bellezza affascina lo sguardo di Dio, che - come attraatto e sedotto - si piega su di lui. Questo fiore diventa, allora, un frutto: il frutto benedetto del tuo seno, Gesù. Il sogno di Dio nel creare l'uomo a sua immagine finalmente si realizza. Dio ricomincia da Maria, inizio della nuova umanità. Concedendo a Maria questo privilegio singolare, il Signore non ha voluto soltanto prepararla a essere degna Madre del Suo Figlio. Ma ci assicura anche che quanto ha fatto per Lei vuol farlo anche per noi, per la Chiesa, per tutti gli uomini. E' quanto ci richiama la II lettura (Ef. 1,3-6. 11-12): una benedizione, cioè un canto entusiasta e riconoscente che la comunità cristiana in forma corale innalza a Dio. Il motivo della lode? Egli "ci ha benedetti ...ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati al suo cospetto nella carità, predestinandoci a essere suoi figli adottivi per opera di Gesù Cristo".

            Santi, che cioè gli appartengono, sono suoi.

            Immacolati: in modo integro, limpido, senza macchia né ruga.

            Al suo cospetto: in una relazione immediata con Lui.

            Nella carità: l'espressione dice che il disegno di Dio in nostro favore è spiegato esclusivamente dal suo amore, è pura grazia.

            In Maria santa e immacolata Dio ha attuato in anticipo questo suo progetto di salvezza riguardante l'intera umanità. Come Lei, primizia e figura della Chiesa, anche noi siamo santi e immacolati. Il nostro Battesimo è in qualche modo la nostra Immacolata Concezione. Lo è pure quel nuovo Battesimo che è il sacramento della Riconciliazione. In questi sacramenti Dio ci rinnova e ci rende simili a Maria. Nel Salmo responsoriale abbiamo ripetuto il ritornello: Abbiamo contemplato, o Dio, le meraviglie del tuo amore. Meraviglie compiute in Lei, e anche in noi. E quale è il segreto perché ciò accada?

            Contemplarla. Così sentiremo nascere nel cuore la nostalgia di una bellezza intatta, ma insieme anche la fiducia, sebbene ci vediamo tanto distanti da Lei.

            Invocarla e imitarla nell'amore. Maria, infatti, è bella perché ama, è solo amore, è tutta amore.

            Prendendo Lei come modello e guida, realizzeremo così il programma di vita che l'Avvento ci richiama a vivere.

            Sia lodato Gesù Cristo.