L'amore per Roma nella Festa del Patrono

Davanti alle cose belle e alle iniquità del mondo non è possibile «rimanere a braccia incrociate» perché è insita nella vocazione cristiana la spinta a «discernere e ad agire». Sua Eminenza Rev.ma il Sig. Cardinale Dominique Mamberti ha ricordato ai soci del Circolo S. Pietro - riuniti ieri sera, lunedì 25 giugno, nella chiesa di S. Lorenzo in Damaso - come nel motto “Preghiera, Azione, Sacrifico” che li contraddistingue da quasi 150 anni sia riassunto il «programma» applicabile ad ogni cristiano. «Se l'azione non è sostenuta dalla preghiera, diventa puro attivismo e non testimonianza cristiana», ha spiegato il Presule, «e se il sacrifico è assente dalla vita del cristiano, come può unirsi al suo Signore sulla croce?».
Nella basilica del Palazzo della Cancelleria, il Circolo ha celebrato la Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo che tradizionalmente chiude l'anno sociale di un Sodalizio da sempre impegnato ad alleviare la povertà nella Diocesi del Santo Padre. «Sappiamo che ci sono tanti bisogni in questa città di Roma e, a qualche giorno dalla festa dei Santi Patroni, vogliamo chiedere al Signore, per l'intercessione dei Santi Pietro e Paolo, di impegnarci sempre di più per il Papa e per i nostri fratelli» ha continuato il Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, facendo riferimento all'azione del Circolo sul tessuto sociale di una città, oggi, soffocata da cinismo e indifferenza, da una cecità per nulla congenita.
Non a caso, l'invito del Cardinal Mamberti ai soci è stato quello di continuare a «presiedere alla carità», per attivare un cambiamento, in maniera speciale nella città di Roma, «centro della cattolicità, nobilitata dal sangue dei martiri» perché «sia sempre più degna della missione che il Signore ha affidato alla Chiesa di Roma e al suo Vescovo». Prima di ricordare come il servizio al bisognoso sia esso stesso testimonianza dell'amore per Cristo, il Presule ha chiesto di rinnovare l'impegno di fede contestualmente ad azioni che abbiano in sé l'ineludibile riferimento alla carità. «Tocca a noi», ha concluso Sua Eminenza, «mettere in evidenza che la fede e l'amore al Signore sono tuttora ardenti nella nostra città, tocca a noi mostrare che pratichiamo i comandamenti del Signore, in particolare quello dell'amore. Tocca a noi dare ai pellegrini l'accoglienza che aspettano in quanto fratelli nella fede ed a trattare i poveri come “carne di Cristo”, secondo l'espressione usata dal Santo Padre».
Nelle giornate di venerdì 29, sabato 30 giugno e domenica 1° luglio, soci e volontari del Circolo S. Pietro collaboreranno alla raccolta dell’Obolo di S. Pietro presso le quattro Basiliche Papali di Roma, attività distintiva che ha l'obiettivo di incidere in maniera pratica nella società romana oltreché segno tangibile di appartenenza e dimostrazione che la carità viene prima di ogni altra cosa.

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