La dignità degli ultimi. 150ma Assemblea Solenne

«Lo spirito evangelico che anima e caratterizza la vostra opera è la vera chiave del segreto di una storia così lunga e luminosa». Queste le parole che Sua Eminenza Reverendissima, il Signor Cardinale Angelo De Donatis, Vicario Generale di Sua Santità, ha rivolto ai soci del Circolo S. Pietro, riuniti nella serata di venerdì 22 febbraio, nella Sala della Conciliazione del Palazzo Apostolico Lateranense, in occasione della Festività della Cattedra di S. Pietro. «Voi avete imparato», ha continuato Sua Eminenza, «che l'amore è gratuito e che questo non viene dato per giungere ad un altro obiettivo, avete imparato e insegnato ai soci più giovani che spesso è proprio l'assenza e la negazione di Dio a generare sofferenza, a spingerci nelle zone d'ombra dell'esistenza». 

Con l'Assemblea solenne, il Circolo S. Pietro ha dato inizio ai festeggiamenti del 150esimo anno di attività, un traguardo importantissimo, raggiunto stando sempre dalla parte dei deboli, come ha sottolineato Monsignor Franco Camaldo, Assistente Ecclesiastico del Sodalizio. «È un momento doppiamente solenne quello che stiamo vivendo», ha continuato Sua Eminenza De Donatis, che ha presieduto l'Assemblea, «perché, oltre a ringraziare la Provvidenza per aver consentito ad ognuno di voi di affrontare questo particolare anno sociale, dobbiamo ringraziarla per aver concesso il traguardo dei 150 anni di attività ad un'associazione che è espressione viva e testimonianza efficace dell'amore che la Chiesa, e in particolare la Diocesi di Roma, riserva ai poveri, ai sofferenti, agli ultimi».

La Relazione Morale del Presidente Leopoldo Torlonia - che riportiamo per intero - si è focalizzata sul tema della dignità degli ultimi e sulla necessità di restituire al concetto stesso di dignità la sua essenza di valore universale a ogni uomo e da rispettare negli altri. Perché è nel Cristianesimo che, per la prima volta, troviamo una dignità non più dipendente da meriti o demeriti: ogni uomo ha dignità per natura perché partecipa all'immagine stessa del Signore. 

Come ogni anno, Papa Francesco ha inviato un «cordiale e beneaugurante pensiero» e la sua «benedizione apostolica» con un messaggio a firma di Sua Eminenza Reverendissima il Signor Cardinale Pietro Parolin, Cardinale Segretario di Stato di Sua Santità. Hanno inviato un loro pensiero anche il Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, Sua Eminenza Reverendissima il Signor Cardinale Angelo Sodano, Decano del Collegio Cardinalizio (che si è complimentato per la «gloriosa tradizione di fedeltà al Successore di Pietro e di generoso impegno per la carità del Papa a servizio dei poveri di Roma») e da Sua Eccellenza Reverendissima Edgar Peña Parra, Sostituto per gli Affari Generali della Segreteria di Stato.

Durante la cerimonia, Sua Eminenza Reverendissima, il Signor Cardinale Angelo De Donatis e l’Ambasciatore d’Ungheria presso la Santa Sede, Sua Altezza Imperiale l’arciduca d’Austria Eduard Habsburg-Lothringen sono stati acclamati soci onorari del Circolo S. Pietro.

La 150esima Assemblea Solenne del Circolo S. Pietro ha visto la partecipazione di numerose autorità ecclesiastiche, militari e civili. In conclusione, l’Assistente Ecclesiastico del Circolo, Mons. Franco Camaldo ha rivolto un saluto, quindi, Sua Eminenza De Donatis ha benedetto i presenti e le loro famiglie dopo la recita dell'Oremus Pro Pontifice, la preghiera che, ogni sera alle 19, i soci innalzano al Signore.

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Rassegna stampa
Il Fatto Quotidiano
Avvenire (23 febbraio)
Osservatore Romano (24 febbraio)
Il Corriere della Sera (24 febbraio) pagina 1 e pagina 2
Roma Sette (24 febbraio)
La Stampa (25 febbraio)
Aci Stampa (25 febbraio)
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Relazione Morale del Presidente Leopoldo Torlonia

Eminenza Reverendissima, Eminenze, Eccellenze Reverendissime, Eccellenze, Reverendissimo Monsignor Assistente, Reverendissimi Monsignori, Autorità civili e militari, Signore e Signori Soci, Volontarie e Volontari, Cari Amici, è con enorme gioia che do il benvenuto ad ognuno di Voi alla 150esima Assemblea Solenne del Circolo S. Pietro.

Ringrazio Vostra Eminenza per averci concesso di celebrare questo traguardo così importante nel Palazzo Lateranense, Sede Papale e residenza ufficiale dei Romani Pontefici per più di mille anni, ed in particolare nella Sala della Conciliazione. Proprio qui, esattamente novanta anni fa, vennero firmati gli accordi di mutuo riconoscimento tra il Regno d'Italia e la Santa Sede che stabilirono regolari relazioni bilaterali tra i due Stati per la prima volta dall'Unità d'Italia.

Nella grande famiglia cattolica, il nostro amato Circolo è noto come il “braccio della carità del Santo Padre nella Sua Diocesi”, un'espressione straordinariamente bella e quanto mai onerosa, di cui ognuno di noi è orgoglioso e fiero di potersi fare carico. Proprio da quel concetto, che rimanda ad un’azione diretta e operativa, deriva la nostra stessa identità, definita e rafforzatasi in un secolo e mezzo di apostolato all'interno di una realtà complessa e davvero unica qual è quella della carità.

A guidarci abbiamo sempre avuto le parole dei Successori di Pietro, fin dal Beato Pio IX che affidò al Circolo il primo impegno di carità da svolgere in favore dei poveri. Come ognuno di noi ben sa, quattro Pontefici sono stati soci del nostro Circolo, “consoci” di cui siamo giustamente fierissimi. Mi riferisco alle amate figure di Benedetto XV, Pio XI, Pio XII, infine, a quella di S. Paolo VI, proclamato santo dal suo quarto successore, Papa Francesco.

Il 12 maggio scorso, durante la tradizionale udienza in cui consegniamo l'Obolo di S. Pietro, oggi chiamato la Carità del Papa, il Santo Padre ha voluto rivolgerci parole che hanno riempito il nostro cuore di gioia, definendoci «un tralcio della ricca e feconda “vite” della carità, espressione della “vigna” ecclesiale di Roma. Voi vi sforzate», ha continuato Papa Francesco, «di essere il volto di una Chiesa che si spinge ai confini, che non è mai ferma, ma cammina per andare incontro ai fratelli e alle sorelle che hanno fame e sete di ascolto, di condivisione, di prossimità, di solidarietà».

Continuiamo a fare nostra l’esortazione del Santo Padre a proseguire su quel cammino iniziato un secolo e mezzo fa, senza mai dimenticare che ogni socio, fin dalla fondazione, ha per statuto il privilegio di contribuire al progresso civile e morale della nostra società, partecipando direttamente e primariamente al suo rinnovamento cristiano. Oggi più che mai, potremmo dire, a restituire dignità a chi crede di non possederne più.

Da 150 anni, il Circolo S. Pietro restituisce dignità a chi, in alcuni momenti tragici della propria vita, ha dimenticato di essere immagine di Dio e di essere stato posto al centro dell’universo. Per fare questo, la nostra “comunità di carità” ha saputo andare incontro alle mutevoli forme di povertà che le nuove congiunture socio-economiche hanno portato e continuano a portare con sé, rinnovando l'impegno di amore e di fedeltà verso il Santo Padre, confermando la professione di fede, coltivando la crescita morale e spirituale dei consoci, specialmente i più giovani.

Sempre vitale e debitamente corazzato a combattere le nuove povertà, il Circolo S. Pietro ha dimostrato di saper comprendere l’importanza e di saper farsi carico delle conquiste, anche tecniche, che possono agevolare il lavoro svolto da ciascun socio. Non c'è dubbio che stiamo vivendo tempi più che fecondi da questo punto di vista, complessi e altrettanto ricchi di cambiamenti soprattutto sotto il profilo della comunicazione.

Ogni trasformazione, grande o piccola che sia, porta con sé una ridefinizione dei nostri comportamenti e, di conseguenza, di molti degli strumenti che usiamo per dare senso alla nostra storia e alla nostra natura. Dall'utilizzo nelle comunicazioni dei Servizi d'onore alla Raccolta dell'Obolo, dalle campagne di raccolta online, l'ormai notissima Oggi offro io!, alla condivisione di informazioni e competenze, le tecnologie digitali, ad esempio, non fanno che semplificare e migliorare gli ingranaggi di azioni e attività giornaliere proprie del nostro operato da 150 anni.

Sviluppare una riflessione aperta, contribuendo alla più ampia discussione sul vantaggio di una diversità di approccio ad una medesima attività – pensate a quanto internet abbia agevolato le nostre raccolte di fondi ad esempio – è segno di un Circolo perfettamente al passo coi tempi, rinvigorito inoltre da un gruppo di ragazzi sempre più dentro alle dinamiche di un'associazione realmente giovane perché memore di ognuno dei suoi 150 anni.

Contrariamente ad un'immagine statica, paludata, ferma al passato, il nostro Circolo si dimostra sempre più innovativo, efficace, basato su una reale proattività. Voglio ricordare in questa sede una piccola parte di ciò che facciamo con alcuni numeri: oltre 42.000 pasti e quasi 700 pacchi viveri distribuiti dalle Cucine economiche; 6500 pernottamenti delle Case famiglia; oltre 7200 pernottamenti degli Asili notturni; infine oltre 4500 sono gli indumenti offerti dal Guardaroba per contrastare l’emergenza freddo; senza dimenticare i fondi raccolti grazie alle Esposizioni di novembre e maggio, tradizionali appuntamenti gestiti in maniera impeccabile e discreta da un affiatato gruppo di Signore.

In questa occasione solenne, desidero esprimere la più profonda gratitudine al mio predecessore, il Marchese Marcello Sacchetti, che questa sera non ha potuto essere qui insieme a noi.

Come ogni anno, il mio caloroso ringraziamento va a voi, cari soci del Circolo S. Pietro, per quella straordinaria solerzia che non mancate mai di dimostrare, per la pronta disponibilità che assicurate ogni giorno, per il preziosissimo lavoro che portate avanti nel segno di quanti ci hanno preceduto in 150 anni di carità.

Un caloroso grazie va ai volontari che prestano servizio nelle nostre Opere, presenze insostituibili che coadiuvano i soci, fornendo un eccellente valore aggiunto a quanto facciamo ogni giorno.

Viva riconoscenza esprimo poi al nostro caro Assistente Ecclesiastico, grazie di cuore, Monsignore, per il modo in cui ci aiuta a crescere spiritualmente e per la chiarezza con cui riesce a portarci la parola del Santo Padre. Estenda, caro Don Franco, la mia gratitudine ai sacerdoti che avvicinano alla parola di Dio la vita e le attività giornaliere di ogni Commissione.

Grazie altresì alle Suore di Carità dell’Immacolata Concezione di Ivrea, alle Maestre Pie Venerini, alle Suore Missionarie di Gesù Eterno Sacerdote e alle Suore Cistercensi di S. Susanna per l’inestimabile sostegno prestato alla piena realizzazione delle nostre Opere.

Sarebbe bello, in un’occasione tanto solenne, poter citare le innumerevoli realtà con cui il Circolo S. Pietro è entrato in contatto nella sua storia, un elenco che, come una macchina del tempo, sarebbe in grado di svelare storie straordinarie, di vicinanza e rinascita, di impegno e crescita, di ascolto e di preghiera.

Non dimenticherò certo la consueta e fruttuosa collaborazione con la Delegazione di Roma dell’Ordine di Malta, la Caritas, l’Associazione Italiana Sindrome di Williams, la Piccola Famiglia Onlus e tutte le parrocchie romane che abbiamo raggiunto, anche con i nostri buoni pasto.

Grazie alla Presidenza ed alla Segreteria Generale del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano e alle sue Direzioni, per quella prossimità che ci fa sentire davvero parte della stessa grande famiglia: in special modo, grazie al Corpo della Gendarmeria Vaticana, sempre presente nei momenti salienti della nostra attività annuale e dei nostri servizi, e alla Direzione dei Servizi Economici che ci offre la possibilità di realizzare la Raccolta alimentare.

Un grazie anche alla Guardia Svizzera con la quale condividiamo il servizio durante le Cerimonie presiedute dal Santo Padre. Un ringraziamento agli uffici del Vicariato di Roma con i quali collaboriamo costantemente ed in modo speciale per questo momento per noi storico.

Il sentimento di gratitudine cordiale di tutti noi va poi all’“Ospedale Pediatrico Bambino Gesù”, col quale presto condivideremo una giornata dedicata all’accoglienza che rinsalderà ancora di più il legame naturale di due istituzioni romane che condividono, inoltre, gli stessi anni di servizio.

Desidero citare i nostri benefattori, uomini, donne, realtà imprenditoriali che ci dimostrano continuamente fiducia e apprezzamento per l’attività che svolgiamo, rimanendo al nostro fianco per ogni nuovo impegno di carità: Poste Insieme Onlus di Poste Italiane, Fondazione Charlemagne, Yoox, Fondazione Peretti, BNL-BNP Paribas, EPM Servizi di Luigi Esposito, De Vellis Servizi globali, EP di Pasquale Esposito.

Il tratto distintivo del Circolo sta nel sapersi rinnovare, senza mai dimenticare quel valore della tradizione che vede generazioni di famiglie passarsi il testimone della carità nelle stesse, eppure sempre diverse, Opere di carità. È bellissimo notare come tra noi siedano i pronipoti dei nostri Padri fondatori: alcuni dei giovani qui presenti, fatto piuttosto raro di questi tempi, rappresentano la terza generazione di soci del Circolo S. Pietro. Come ha indicato Papa Francesco ai giovani durante la GMG di Panama: «vogliamo essere Chiesa che favorisce una cultura capace di accogliere». Lo siamo stati e lo vogliamo essere ancora.

Il dono speciale del Circolo S. Pietro per la città di Roma, in occasione del 150esimo anno di attività, è la rinnovata Casa famiglia in via di S. Giovanni in Laterano che sarà intitolata alla magnifica figura di S. Paolo VI. Quest’opera, che verrà realizzata anche grazie al prezioso aiuto della Fondazione Bambino Gesù Onlus, accoglierà i bambini, ricoverati presso l’ospedale pediatrico, insieme ai loro famigliari, così come accade nella struttura attiva in via della Lungaretta.

Questo è il nostro programma per i prossimi anni, questo il testimone che vogliamo lasciare a chi verrà dopo di noi: continuare ad essere «carezza di Dio»1.

Ci sostenga nel nostro cammino Maria Santissima, Salus Populi Romani, l’umile serva del Signore, alla quale chiediamo di proteggere, in questa occasione tanto solenne, il Circolo S. Pietro e ognuno dei suoi assistiti.

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