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Il Circolo come 'longa manus' del Papa. L'Udienza del Santo Padre per i 150 anni

Alle ore 11 di stamattina, giovedì 28 febbraio, il Santo Padre Francesco ha ricevuto i Soci del Circolo S. Pietro, nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico, in occasione del 150° anniversario dalla fondazione. Con un pensiero di gratitudine per il bene compiuto "dai Soci di ieri e di oggi", Papa Francesco ha aperto la tradizionale Udienza in cui il Santo Padre riceve l'Obolo di S. Pietro, raccolto dal Sodalizio Romano da 150 anni nella Diocesi di Roma. Nel discorso, Papa Francesco ha poi esortato a non dimenticare mai «la forza e l’importanza della preghiera» per i soci e «per tutti coloro che sono impegnati nel lavoro caritativo: esso richiede di essere alimentato con opportune soste oranti e di ascolto della Parola di Dio». Il Papa ha affidato poi la sua consegna ai soci, chiedendo di «porre grande attenzione alle nuove povertà» e «di dare conforto e aiuto ai più poveri, senza alcuna distinzione». Ogni povero infatti, ha sottolineato con forza, «è degno della nostra sollecitudine, a prescindere dalla religione, dalla etnia, o da qualsiasi altra condizione».

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DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO AI MEMBRI DEL CIRCOLO SAN PIETRO

Sala Clementina. Giovedì, 28 febbraio 2019 

Cari Soci del Circolo S. Pietro!

Sono lieto di accogliervi e di cuore vi saluto. Estendo il mio pensiero ai vostri familiari e a quanti cooperano con voi nelle diverse vostre attività caritative. Ringrazio il vostro Presidente, Duca Leopoldo Torlonia, per le sue cortesi parole. Questo incontro riveste un carattere speciale, poiché si colloca nel 150° anniversario di fondazione del vostro sodalizio, che ebbe il suo inizio nel 1869 per iniziativa di alcuni giovani romani. Essi erano animati dal desiderio di testimoniare sostegno concreto e fedeltà incondizionata al Pontefice Pio IX, in un tempo di incomprensioni tra Chiesa e Stato. Tale fedeltà si manifestò mediante gesti di solidarietà da svolgere in favore dei poveri di Roma; il Circolo divenne così la longa manus del Papa verso le fasce più indigenti della popolazione.

Insieme con voi, lodo il Signore per il bene compiuto in questi 150 anni, con un pensiero di gratitudine per i Soci di ieri e per quelli di oggi. In questo lungo periodo della sua esistenza, non sono mai venute meno nel vostro Circolo le linee programmatiche originarie, sintetizzate nei tre cardini: preghiera, azione, sacrificio. Esse sono state alla base della stupenda fioritura di attività nell’ambito della carità e dell’accoglienza agli ultimi. Da queste caratteristiche distintive dipenderanno la vitalità apostolica e il futuro della vostra associazione: vi incoraggio a seguirle con rinnovato entusiasmo. In particolare, vorrei richiamare la vostra riflessione su uno di questi tre punti fondamentali: la preghiera.

Se nel fratello che incontriamo è presente Gesù, allora l’attività di volontariato può diventare un’esperienza di Dio e di preghiera. Non dimenticate la forza e l’importanza della preghiera per voi e per tutti coloro che sono impegnati nel lavoro caritativo: esso richiede di essere alimentato con opportune soste oranti e di ascolto della Parola di Dio. Il segreto dell’efficacia di ogni vostro progetto è la fedeltà a Cristo e il rapporto personale con lui nella preghiera. Sarete così pronti a soccorrere quanti oggi vivono in condizioni di disagio o di abbandono. La nostra vita di ogni giorno va infatti permeata dalla presenza di Gesù, sotto il cui sguardo dobbiamo porre anche le sofferenze degli ammalati, la solitudine degli anziani, le paure dei poveri, le fragilità degli esclusi.

Anche ai nostri giorni il vostro prezioso servizio, articolato in varie Commissioni, vuole essere espressione efficace e testimonianza viva dell’amore che la Chiesa e in particolare la Santa Sede riservano ai poveri e ai sofferenti. Voi vi rivolgete prevalentemente ai settori della povertà umana di Roma, partecipando generosamente alle situazioni ed alle necessità di tanti fratelli e sorelle. Continuate a porre grande attenzione alle nuove povertà, cercando in ogni frangente di dare conforto e aiuto ai più poveri, senza alcuna distinzione. Ogni povero è degno della nostra sollecitudine, a prescindere dalla religione, dalla etnia, o da qualsiasi altra condizione. Andando incontro ai poveri, recando sollievo ai malati e ai sofferenti, voi servite Gesù, il quale ha assicurato: «Tutto quello che avete fatto a uno dei più piccoli di questi miei fratelli, l’avete fatto a me!» (Mt 25, 40).

La vostra benemerita istituzione, pur essendo presente da molto tempo nel tessuto sociale romano, porta in sé ideali evangelici e una vitalità che la rendono ancora oggi idonea ad offrire un valido contributo anche nel campo dell’accoglienza e dell’apostolato della carità. In un tempo di grandi cambiamenti e di persistente precarietà economica, in cui la comunità ecclesiale si sente chiamata ad annunciare nuovamente il messaggio cristiano e la sua forza di umanizzazione, dovete essere consapevoli che la vostra opera ha ancora un ruolo importante da svolgere.

Vi ringrazio per tutto quello che fate e per l’obolo di San Pietro, che come ogni anno siete venuti a consegnarmi: esso costituisce un ulteriore segno di apertura alle persone in difficoltà. Al tempo stesso, è una concreta partecipazione alla sollecitudine della Sede Apostolica a rispondere alle crescenti urgenze della Chiesa specialmente nei Paesi più poveri. Desidero, ancora una volta, manifestare il mio vivo apprezzamento per il vostro impegno, animato da convinta fedeltà e adesione al Successore di Pietro. La Vergine Santa accompagni e sostenga con la sua materna protezione i vostri propositi e i vostri progetti di bene.

Vi chiedo di pregare per me e per il mio servizio alla Chiesa, e di cuore imparto a voi qui presenti, come pure a quanti vi affiancano nelle varie vostre attività, la Benedizione Apostolica, che estendo volentieri alle vostre famiglie. Grazie. 

INDIRIZZO DI OMAGGIO DEL PRESIDENTE LEOPOLDO TORLONIA

Beatissimo Padre,
il primo sentimento che sgorga dal nostro cuore e dalle nostre labbra è il più vivo ringraziamento e la prima parola è: grazie! Di tutto cuore e da parte di tutti!

L'incontro con Vostra Santità rappresenta il momento centrale in cui il Circolo S. Pietro apprende dal cuore del Padre nuove e preziose coordinate per navigare in sicurezza nel mare della solidarietà e della carità.

Bussola infallibile sono per noi soci le Sue parole, Padre Santo. In questa stessa occasione, lo scorso anno Lei ci ha esortato ad essere ancora di più «volto di una Chiesa che si spinge ai confini; che non è mai ferma, ma cammina per andare incontro ai fratelli e alle sorelle che hanno fame e sete di ascolto, di condivisione, di prossimità, di solidarietà». In cuor suo, ogni socio ha cercato di fare proprio questo incoraggiamento, donandosi nel servizio ogni giorno un poco di più, senza pretendere quella reciprocità che il senso profondo della parola "dono" non compendia affatto.

L'Udienza che Vostra Santità ha voluto concederci oggi è per il Circolo quella che segna un traguardo importante e significativo: i suoi primi 150 anni di vita, quindici decenni spesi per difendere la dignità degli ultimi nel cuore della Chiesa cattolica.

«Tralcio della ricca e feconda "vite" della carità, espressione della "vigna" ecclesiale di Roma», come Vostra Santità ha voluto paternamente definirci, il Circolo prosegue quel cammino indicato dai Successori di Pietro e dai Padri fondatori.

Nella grande famiglia cattolica, il nostro amato Circolo è noto come il “braccio della carità del Santo Padre nella Sua Diocesi”. Tutte le nostre Opere di carità assicurano la presenza costante, vivificata dalla Parola, dei soci e delle socie, dei volontari e dei giovani, in un clima d'amore che ci piace definire famigliare. Perché è proprio in famiglia che impariamo ad aprirci agli altri e a crescere in libertà e in pace.

Nel corso di questo anno, la grande famiglia del Circolo ha donato oltre 42.000 pasti e quasi 700 pacchi viveri attraverso l'Opera delle Cucine economiche; 6500 pernottamenti mediante le Case famiglia e oltre 7200 presso gli Asili notturni; oltre 4500 sono stati i giacconi offerti dalla Commissione Guardaroba per contrastare il freddo rigidissimo di quest'anno. Questi pochi numeri aiutano a comprendere quanto facciamo e quanto abbiamo in animo di fare ancora, coinvolgendo il maggior numero di persone possibili.

Il Circolo S. Pietro si rinnova continuamente nelle persone e nelle attività restando fedele al suo carisma e cercando di essere sempre perfettamente al passo coi tempi, grazie anche ad un gruppo di ragazzi sempre più addentro alle dinamiche di un'associazione realmente giovane, ma che si fonda ed è memore di ognuno dei suoi 150 anni.

Loro sono sicuramente la nostra assicurazione sul futuro, nel segno di una tradizione consolidata che vede generazioni di famiglia — nonni, genitori, figli e nipoti — passarsi il testimone nella staffetta della carità, ma sono soprattutto l’«adesso di Dio: non sono in sala d'attesa, ma già protagonisti, sono l'ora di Dio», come Vostra Santità ha detto alle centinaia di migliaia di giovani entusiasti riuniti a Panama per la Giornata Mondiale della Gioventù.

Il dono speciale e peculiare del Circolo S. Pietro per la città di Roma, in occasione del 150esimo anno di attività, è la rinnovata Casa famiglia in via di S. Giovanni in Laterano che sarà intitolata alla magnifica figura del Papa San Paolo VI, Socio del nostro Circolo. Quest'opera, che verrà realizzata anche grazie al prezioso aiuto della Fondazione Bambino Gesù Onlus, accoglierà i bambini, ricoverati presso l'ospedale pediatrico, insieme ai loro famigliari, così come accade nella struttura già attiva in via della Lungaretta.

In questo solenne momento Le rinnoviamo la promessa che il nostro impegno di carità non verrà mai meno per amore a Cristo e rimanendo fedeli alla Chiesa e al Vescovo di Roma.

Voglia altresì accogliere l'offerta dei fedeli delle Parrocchie di Roma: l'Obolo di San Pietro raccolto in tutta la Città nelle giornate della Carità del Papa dell'anno appena trascorso.

Padre Santo,
mentre riaffermiamo la nostra volontà di svolgere il servizio e il nostro apostolato con serena umiltà e con l'assicurazione della nostra quotidiana preghiera per il Pastore della Chiesa Universale, imploriamo la Benedizione Apostolica su di noi, sulle nostre opere, sui nostri familiari ed i nostri assistiti, invocando la protezione di Maria Santissima, Salus Populi Romani, e di San Pietro, nostro celeste Patrono.

 

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