Paolo VI, Uomo, Sacerdote e Papa

«Quanti hanno studiato la figura di Paolo VI avvertono di essere approdati alla soglia di un mondo interiore profondissimo, inesauribile, semplicemente, essenzialmente, coerentemente, costantemente evangelico, un patrimonio e un dono inestimabile per la Chiesa». Questo il ritratto consegnato ai soci del Circolo S. Pietro dal Rev.mo Mons. Leonardo Sapienza, Reggente della Prefettura della Casa Pontificia in conclusione degli esercizi spirituali del 150esimo anno dalla fondazione, svoltisi presso la sede di Palazzo S. Calisto da mercoledì 3 a venerdì 5 aprile.
“Paolo VI, Uomo, Sacerdote e Papa”, titolo delle meditazioni in preparazione alla Pasqua, rivela il centro di una riflessione in tre tappe toccate in altrettanti giorni che hanno saputo avvicinare ancora di più S. Paolo VI al Circolo S. Pietro di cui fu uno dei quattro Papi soci a partire dal 1943. «La mia vita sacerdotale è nata, si è formata sotto il pontificato di Paolo VI, e si è nutrita del suo insegnamento. Prima di incontrarlo e di servirlo come cerimoniere», ha detto ai soci Monsignor Sapienza, «ho imparato a leggere i suoi discorsi, a meditarli, a farne oggetto di predicazione, raccogliendo il meglio del suo insegnamento, per tenere vivo il suo ricordo, per farlo apprezzare agli altri e farlo conoscere sempre di più». Sull'esempio di Mons. Pasquale Macchi, che del Papa Santo fu segretario, il Reggente della Prefettura della Casa Pontificia ha limitato le considerazioni personali, scegliendo di far parlare direttamente S. Paolo VI con i suoi discorsi, gli scritti, le note, gli atti, i viaggi, le visite, gli incontri con le persone di ogni ceto.
«Con una felice immagine, Paolo VI è stato descritto come “un uomo che tende le mani”», ha sottolineato il Presule, «invito i soci del Circolo S. Pietro a seguirne ancora l’esempio, diventando le mani della Chiesa e del Papa per portare aiuto ai tanti bisogni dell’uomo e della Città. È con le nostre mani che Dio fa sbocciare la giustizia, fa maturare i frutti della speranza, trasformando il mondo in un giardino di pace».
Dopo la celebrazione eucaristica della terza giornata, Mons. Sapienza e Mons. Camaldo, Assistente ecclesiastico del Circolo, hanno svelato ai soci l'altare d'ora in poi dedicato a S. Paolo VI, sul quale sono custoditi oggetti appartenuti e usati dal Santo - una veste talare in seta moirè, oltre al manipolo della casula di velluto rosso con cui è stato sepolto - «affinché possiamo raccoglierci in preghiera qui», ha concluso l'Assistente ecclesiastico, «e sentire così più prossima e viva la figura di questo nostro, Sommo Pontefice e grande socio».
A quanti hanno partecipato, il Circolo S. Pietro ha donato “Paolo VI - Un uomo che tende la mani”, un libriccino a tiratura limitata contenente il testo delle meditazioni di Mons. Sapienza e altri materiali rari.

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