Commissioni e Sezioni

Il libro su Paolo VI

Telefonando allo 06.5899.543 (lun./gio.) o scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. è possibile prenotare una copia di “Paolo VI - Un uomo che tende la mani”, un libriccino a tiratura limitata contenente alcuni materiali rari e il testo degli Esercizi spirituali 2019, dettati dal Rev.mo Mons. Leonardo Sapienza, Reggente della Prefettura della Casa Pontificia, ai soci del Circolo S. Pietro. 

Online la newsletter n. 22

In allegato è disponibile il  numero 22 della Newsletter. Un osservatorio puntuale, offerto ai soci del Circolo S. Pietro, in cui trovare estratti dai discorsi del Santo Padre, le consuete rubriche sulla Chiesa in Italia e nel Mondo, i momenti salienti dell'attività  del Sodalizio e alcuni, preziosi consigli librari.

Allegati:
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Al Concerto del 150mo, il francobollo dedicato al Circolo

«Centocinquanta anni per noi non rappresentano soltanto un numero. Sono gli anni che ci separano dai primi soci che hanno creduto in queste Opere e che nel tempo le hanno fatto crescere, consegnandole nelle nostre mani. Sta a noi, ora, custodirle e rafforzarle per chi verrà dopo». Leopoldo Torlonia, presidente del Circolo S. Pietro, ha salutato le autorità ecclesiastiche e civili, i soci e i volontari riuniti martedì 7 maggio nella Galleria di Palazzo Colonna per il “Concerto della Banda Musicale dell’Arma dei Carabinieri per il CL anniversario di fondazione del Circolo S. Pietro”, sottolineando la necessità di rimanere, generazione dopo generazione, dalla parte dei deboli e di chi ogni giorno sperimenta situazioni di povertà materiale e spirituale.
«Oggi non è solo la celebrazione di una grande storia», ha continuato il Presidente Torlonia, «ma un momento di gioia e di testimonianza di tutti i soci, anche e soprattutto dei più giovani, che rinnovano ogni giorno la straordinaria esperienza del dono del proprio servizio».
Durante la serata, condotta dalla giornalista Lorena Bianchetti, è stato inoltre presentato al pubblico il francobollo ordinario che il Ministero dello Sviluppo Economiche e Poste Italiane hanno dedicato al Circolo S. Pietro nel 150° anniversario. Con una tiratura di due milioni e cinquecentomila esemplari, il francobollo, stampato dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A., appartiene alla serie tematica “Il Senso Civico”.
Nel programma musicale eseguito dalla Banda Musicale dell’Arma dei Carabinieri, diretta dal Maestro Massimo Martinelli, hanno trovato spazio, tra gli altri, Salieri, Bach e Haendel oltre a La fedelissima, Inno Pontificio e Canto degli Italiani. Con il M° Martinelli la Banda, le cui origini risalgono al 1820, quando il Corpo dei Carabinieri Reali comprese nel suo organico un nucleo di Trombettieri, si è esibita nel 2001 alla presenza di S. Giovanni Paolo II durante la prima visita ufficiale di un pontefice alla Camera dei Deputati.
Il “Concerto per il per il CL anniversario di fondazione” ha celebrato il senso e le attività del Circolo S. Pietro, un’associazione che non è composta «soltanto dai soci e dai volontari», ha concluso il presidente Torlonia, «ma anche da tutti i bisognosi che ci offrono la preziosa possibilità di servirli». (foto di Alessandro Forlini ©)

PRENOTA IL FOLDER DEL FRANCOBOLLO 

Leggi l'articolo dell'Osservatore Romano
Leggi l'articolo di Aci Stampa

La dignità degli ultimi. 150ma Assemblea Solenne

«Lo spirito evangelico che anima e caratterizza la vostra opera è la vera chiave del segreto di una storia così lunga e luminosa». Queste le parole che Sua Eminenza Reverendissima, il Signor Cardinale Angelo De Donatis, Vicario Generale di Sua Santità, ha rivolto ai soci del Circolo S. Pietro, riuniti nella serata di venerdì 22 febbraio, nella Sala della Conciliazione del Palazzo Apostolico Lateranense, in occasione della Festività della Cattedra di S. Pietro. «Voi avete imparato», ha continuato Sua Eminenza, «che l'amore è gratuito e che questo non viene dato per giungere ad un altro obiettivo, avete imparato e insegnato ai soci più giovani che spesso è proprio l'assenza e la negazione di Dio a generare sofferenza, a spingerci nelle zone d'ombra dell'esistenza». 

Con l'Assemblea solenne, il Circolo S. Pietro ha dato inizio ai festeggiamenti del 150esimo anno di attività, un traguardo importantissimo, raggiunto stando sempre dalla parte dei deboli, come ha sottolineato Monsignor Franco Camaldo, Assistente Ecclesiastico del Sodalizio. «È un momento doppiamente solenne quello che stiamo vivendo», ha continuato Sua Eminenza De Donatis, che ha presieduto l'Assemblea, «perché, oltre a ringraziare la Provvidenza per aver consentito ad ognuno di voi di affrontare questo particolare anno sociale, dobbiamo ringraziarla per aver concesso il traguardo dei 150 anni di attività ad un'associazione che è espressione viva e testimonianza efficace dell'amore che la Chiesa, e in particolare la Diocesi di Roma, riserva ai poveri, ai sofferenti, agli ultimi».

La Relazione Morale del Presidente Leopoldo Torlonia - che riportiamo per intero - si è focalizzata sul tema della dignità degli ultimi e sulla necessità di restituire al concetto stesso di dignità la sua essenza di valore universale a ogni uomo e da rispettare negli altri. Perché è nel Cristianesimo che, per la prima volta, troviamo una dignità non più dipendente da meriti o demeriti: ogni uomo ha dignità per natura perché partecipa all'immagine stessa del Signore. 

Come ogni anno, Papa Francesco ha inviato un «cordiale e beneaugurante pensiero» e la sua «benedizione apostolica» con un messaggio a firma di Sua Eminenza Reverendissima il Signor Cardinale Pietro Parolin, Cardinale Segretario di Stato di Sua Santità. Hanno inviato un loro pensiero anche il Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, Sua Eminenza Reverendissima il Signor Cardinale Angelo Sodano, Decano del Collegio Cardinalizio (che si è complimentato per la «gloriosa tradizione di fedeltà al Successore di Pietro e di generoso impegno per la carità del Papa a servizio dei poveri di Roma») e da Sua Eccellenza Reverendissima Edgar Peña Parra, Sostituto per gli Affari Generali della Segreteria di Stato.

Durante la cerimonia, Sua Eminenza Reverendissima, il Signor Cardinale Angelo De Donatis e l’Ambasciatore d’Ungheria presso la Santa Sede, Sua Altezza Imperiale l’arciduca d’Austria Eduard Habsburg-Lothringen sono stati acclamati soci onorari del Circolo S. Pietro.

La 150esima Assemblea Solenne del Circolo S. Pietro ha visto la partecipazione di numerose autorità ecclesiastiche, militari e civili. In conclusione, l’Assistente Ecclesiastico del Circolo, Mons. Franco Camaldo ha rivolto un saluto, quindi, Sua Eminenza De Donatis ha benedetto i presenti e le loro famiglie dopo la recita dell'Oremus Pro Pontifice, la preghiera che, ogni sera alle 19, i soci innalzano al Signore.

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Rassegna stampa
Il Fatto Quotidiano
Avvenire (23 febbraio)
Osservatore Romano (24 febbraio)
Il Corriere della Sera (24 febbraio) pagina 1 e pagina 2
Roma Sette (24 febbraio)
La Stampa (25 febbraio)
Aci Stampa (25 febbraio)
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Relazione Morale del Presidente Leopoldo Torlonia

Eminenza Reverendissima, Eminenze, Eccellenze Reverendissime, Eccellenze, Reverendissimo Monsignor Assistente, Reverendissimi Monsignori, Autorità civili e militari, Signore e Signori Soci, Volontarie e Volontari, Cari Amici, è con enorme gioia che do il benvenuto ad ognuno di Voi alla 150esima Assemblea Solenne del Circolo S. Pietro.

Ringrazio Vostra Eminenza per averci concesso di celebrare questo traguardo così importante nel Palazzo Lateranense, Sede Papale e residenza ufficiale dei Romani Pontefici per più di mille anni, ed in particolare nella Sala della Conciliazione. Proprio qui, esattamente novanta anni fa, vennero firmati gli accordi di mutuo riconoscimento tra il Regno d'Italia e la Santa Sede che stabilirono regolari relazioni bilaterali tra i due Stati per la prima volta dall'Unità d'Italia.

Nella grande famiglia cattolica, il nostro amato Circolo è noto come il “braccio della carità del Santo Padre nella Sua Diocesi”, un'espressione straordinariamente bella e quanto mai onerosa, di cui ognuno di noi è orgoglioso e fiero di potersi fare carico. Proprio da quel concetto, che rimanda ad un’azione diretta e operativa, deriva la nostra stessa identità, definita e rafforzatasi in un secolo e mezzo di apostolato all'interno di una realtà complessa e davvero unica qual è quella della carità.

A guidarci abbiamo sempre avuto le parole dei Successori di Pietro, fin dal Beato Pio IX che affidò al Circolo il primo impegno di carità da svolgere in favore dei poveri. Come ognuno di noi ben sa, quattro Pontefici sono stati soci del nostro Circolo, “consoci” di cui siamo giustamente fierissimi. Mi riferisco alle amate figure di Benedetto XV, Pio XI, Pio XII, infine, a quella di S. Paolo VI, proclamato santo dal suo quarto successore, Papa Francesco.

Il 12 maggio scorso, durante la tradizionale udienza in cui consegniamo l'Obolo di S. Pietro, oggi chiamato la Carità del Papa, il Santo Padre ha voluto rivolgerci parole che hanno riempito il nostro cuore di gioia, definendoci «un tralcio della ricca e feconda “vite” della carità, espressione della “vigna” ecclesiale di Roma. Voi vi sforzate», ha continuato Papa Francesco, «di essere il volto di una Chiesa che si spinge ai confini, che non è mai ferma, ma cammina per andare incontro ai fratelli e alle sorelle che hanno fame e sete di ascolto, di condivisione, di prossimità, di solidarietà».

Continuiamo a fare nostra l’esortazione del Santo Padre a proseguire su quel cammino iniziato un secolo e mezzo fa, senza mai dimenticare che ogni socio, fin dalla fondazione, ha per statuto il privilegio di contribuire al progresso civile e morale della nostra società, partecipando direttamente e primariamente al suo rinnovamento cristiano. Oggi più che mai, potremmo dire, a restituire dignità a chi crede di non possederne più.

Da 150 anni, il Circolo S. Pietro restituisce dignità a chi, in alcuni momenti tragici della propria vita, ha dimenticato di essere immagine di Dio e di essere stato posto al centro dell’universo. Per fare questo, la nostra “comunità di carità” ha saputo andare incontro alle mutevoli forme di povertà che le nuove congiunture socio-economiche hanno portato e continuano a portare con sé, rinnovando l'impegno di amore e di fedeltà verso il Santo Padre, confermando la professione di fede, coltivando la crescita morale e spirituale dei consoci, specialmente i più giovani.

Sempre vitale e debitamente corazzato a combattere le nuove povertà, il Circolo S. Pietro ha dimostrato di saper comprendere l’importanza e di saper farsi carico delle conquiste, anche tecniche, che possono agevolare il lavoro svolto da ciascun socio. Non c'è dubbio che stiamo vivendo tempi più che fecondi da questo punto di vista, complessi e altrettanto ricchi di cambiamenti soprattutto sotto il profilo della comunicazione.

Ogni trasformazione, grande o piccola che sia, porta con sé una ridefinizione dei nostri comportamenti e, di conseguenza, di molti degli strumenti che usiamo per dare senso alla nostra storia e alla nostra natura. Dall'utilizzo nelle comunicazioni dei Servizi d'onore alla Raccolta dell'Obolo, dalle campagne di raccolta online, l'ormai notissima Oggi offro io!, alla condivisione di informazioni e competenze, le tecnologie digitali, ad esempio, non fanno che semplificare e migliorare gli ingranaggi di azioni e attività giornaliere proprie del nostro operato da 150 anni.

Sviluppare una riflessione aperta, contribuendo alla più ampia discussione sul vantaggio di una diversità di approccio ad una medesima attività – pensate a quanto internet abbia agevolato le nostre raccolte di fondi ad esempio – è segno di un Circolo perfettamente al passo coi tempi, rinvigorito inoltre da un gruppo di ragazzi sempre più dentro alle dinamiche di un'associazione realmente giovane perché memore di ognuno dei suoi 150 anni.

Contrariamente ad un'immagine statica, paludata, ferma al passato, il nostro Circolo si dimostra sempre più innovativo, efficace, basato su una reale proattività. Voglio ricordare in questa sede una piccola parte di ciò che facciamo con alcuni numeri: oltre 42.000 pasti e quasi 700 pacchi viveri distribuiti dalle Cucine economiche; 6500 pernottamenti delle Case famiglia; oltre 7200 pernottamenti degli Asili notturni; infine oltre 4500 sono gli indumenti offerti dal Guardaroba per contrastare l’emergenza freddo; senza dimenticare i fondi raccolti grazie alle Esposizioni di novembre e maggio, tradizionali appuntamenti gestiti in maniera impeccabile e discreta da un affiatato gruppo di Signore.

In questa occasione solenne, desidero esprimere la più profonda gratitudine al mio predecessore, il Marchese Marcello Sacchetti, che questa sera non ha potuto essere qui insieme a noi.

Come ogni anno, il mio caloroso ringraziamento va a voi, cari soci del Circolo S. Pietro, per quella straordinaria solerzia che non mancate mai di dimostrare, per la pronta disponibilità che assicurate ogni giorno, per il preziosissimo lavoro che portate avanti nel segno di quanti ci hanno preceduto in 150 anni di carità.

Un caloroso grazie va ai volontari che prestano servizio nelle nostre Opere, presenze insostituibili che coadiuvano i soci, fornendo un eccellente valore aggiunto a quanto facciamo ogni giorno.

Viva riconoscenza esprimo poi al nostro caro Assistente Ecclesiastico, grazie di cuore, Monsignore, per il modo in cui ci aiuta a crescere spiritualmente e per la chiarezza con cui riesce a portarci la parola del Santo Padre. Estenda, caro Don Franco, la mia gratitudine ai sacerdoti che avvicinano alla parola di Dio la vita e le attività giornaliere di ogni Commissione.

Grazie altresì alle Suore di Carità dell’Immacolata Concezione di Ivrea, alle Maestre Pie Venerini, alle Suore Missionarie di Gesù Eterno Sacerdote e alle Suore Cistercensi di S. Susanna per l’inestimabile sostegno prestato alla piena realizzazione delle nostre Opere.

Sarebbe bello, in un’occasione tanto solenne, poter citare le innumerevoli realtà con cui il Circolo S. Pietro è entrato in contatto nella sua storia, un elenco che, come una macchina del tempo, sarebbe in grado di svelare storie straordinarie, di vicinanza e rinascita, di impegno e crescita, di ascolto e di preghiera.

Non dimenticherò certo la consueta e fruttuosa collaborazione con la Delegazione di Roma dell’Ordine di Malta, la Caritas, l’Associazione Italiana Sindrome di Williams, la Piccola Famiglia Onlus e tutte le parrocchie romane che abbiamo raggiunto, anche con i nostri buoni pasto.

Grazie alla Presidenza ed alla Segreteria Generale del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano e alle sue Direzioni, per quella prossimità che ci fa sentire davvero parte della stessa grande famiglia: in special modo, grazie al Corpo della Gendarmeria Vaticana, sempre presente nei momenti salienti della nostra attività annuale e dei nostri servizi, e alla Direzione dei Servizi Economici che ci offre la possibilità di realizzare la Raccolta alimentare.

Un grazie anche alla Guardia Svizzera con la quale condividiamo il servizio durante le Cerimonie presiedute dal Santo Padre. Un ringraziamento agli uffici del Vicariato di Roma con i quali collaboriamo costantemente ed in modo speciale per questo momento per noi storico.

Il sentimento di gratitudine cordiale di tutti noi va poi all’“Ospedale Pediatrico Bambino Gesù”, col quale presto condivideremo una giornata dedicata all’accoglienza che rinsalderà ancora di più il legame naturale di due istituzioni romane che condividono, inoltre, gli stessi anni di servizio.

Desidero citare i nostri benefattori, uomini, donne, realtà imprenditoriali che ci dimostrano continuamente fiducia e apprezzamento per l’attività che svolgiamo, rimanendo al nostro fianco per ogni nuovo impegno di carità: Poste Insieme Onlus di Poste Italiane, Fondazione Charlemagne, Yoox, Fondazione Peretti, BNL-BNP Paribas, EPM Servizi di Luigi Esposito, De Vellis Servizi globali, EP di Pasquale Esposito.

Il tratto distintivo del Circolo sta nel sapersi rinnovare, senza mai dimenticare quel valore della tradizione che vede generazioni di famiglie passarsi il testimone della carità nelle stesse, eppure sempre diverse, Opere di carità. È bellissimo notare come tra noi siedano i pronipoti dei nostri Padri fondatori: alcuni dei giovani qui presenti, fatto piuttosto raro di questi tempi, rappresentano la terza generazione di soci del Circolo S. Pietro. Come ha indicato Papa Francesco ai giovani durante la GMG di Panama: «vogliamo essere Chiesa che favorisce una cultura capace di accogliere». Lo siamo stati e lo vogliamo essere ancora.

Il dono speciale del Circolo S. Pietro per la città di Roma, in occasione del 150esimo anno di attività, è la rinnovata Casa famiglia in via di S. Giovanni in Laterano che sarà intitolata alla magnifica figura di S. Paolo VI. Quest’opera, che verrà realizzata anche grazie al prezioso aiuto della Fondazione Bambino Gesù Onlus, accoglierà i bambini, ricoverati presso l’ospedale pediatrico, insieme ai loro famigliari, così come accade nella struttura attiva in via della Lungaretta.

Questo è il nostro programma per i prossimi anni, questo il testimone che vogliamo lasciare a chi verrà dopo di noi: continuare ad essere «carezza di Dio»1.

Ci sostenga nel nostro cammino Maria Santissima, Salus Populi Romani, l’umile serva del Signore, alla quale chiediamo di proteggere, in questa occasione tanto solenne, il Circolo S. Pietro e ognuno dei suoi assistiti.

Sottocategorie

  • Commissione Aiuti Internazionali

    La Commissione Aiuti internazionali fu istituita nel 1975, allo scopo di finanziare gli studi di seminaristi stranieri, sia in Italia che in Paesi lontani, e negli anni successivi assicurò il sostegno del Circolo S. Pietro in varie aree del mondo; dai bambini di Chernobyl, accolti al "Bambino Gesù" di Palidoro ed assistiti tramite il pagamento delle spese e la fornitura di vestiti e giocattoli, al Vescovo di Mosul in Iraq, tramite l’invio di un contributo alla ricostruzione della sede della Diocesi, distrutta negli scontri della guerra. Sebbene questi interventi rivestissero più un carattere di aiuto all'emergenza, essi erano caratterizzati dalla volontà di fornire una silenziosa ma solerte assistenza materiale e religiosa.

    Sulla scia del grande slancio impresso dal Pontificato di S. Giovanni Paolo II a superare le frontiere del Villaggio Globale, l’Antico Sodalizio decise di rendere costante nel tempo l’attività della Commissione, rispondendo alle esigenze dei Vescovi di continenti dalle povertà endemiche con il finanziamento di progetti ben definiti negli obiettivi e nella tempistica di realizzazione.

    Nel 2001, il primo progetto internazionale del Circolo S. Pietro fu quello del Villaggio Madonna della Vita di Addis Abeba, in Etiopia, finalizzato al sostentamento di bambini orfani ed abbandonati, alla scolarizzazione e all'avviamento professionale di giovani tramite la creazione di una scuola artigianale, nonché alla costruzione della chiesa del Villaggio.

    Dalla metà del 2004, fu focalizzata l’attenzione su un nuovo progetto, anch'esso in Africa. Grazie all'aiuto del Vescovo della Diocesi di Malindi, in Kenya, il Circolo contribuì alla realizzazione di una scuola professionale per insegnare alle giovani ragazze di strada attività domestiche quali cucina, taglio e cucito, lavori artigianali e l’utilizzo del computer: azioni, queste, utili per combattere, ma anche prevenire, il fenomeno del loro sfruttamento sessuale, nonché per consentire l’acquisizione di competenze da utilizzare per un inserimento nel mondo del lavoro.

    L’ultima delle iniziative di solidarietà internazionale, adottata dal Circolo alla fine del 2007 e conclusasi nel 2012, è stata tenuta in Laos, a Savannaket, nella Diocesi di Ban Simang, ove l’attività della Commissione ha permesso la costruzione della prima scuola materna cattolica del Paese, con annesso ambulatorio medico, e la formazione degli insegnanti.

    Questi progetti non sarebbero stati realizzati senza le donazioni di benefattori, ma soprattutto senza il coinvolgimento ed il concreto aiuto dei soci e dei loro amici, che hanno sempre partecipato con entusiasmo e generosità agli eventi musicali organizzati per il reperimento dei fondi, in tal modo consentendo, ormai da decenni, di proseguire una preziosa attività caritativa.

    Chi volesse contribuire allo sviluppo delle opere di questa Commissione del Circolo può farlo con un versamento intestato a Circolo S. Pietro presso Banca Intesa IBAN IT19 U030 6909 6061 0000 0157 221, specificando nella causale: “Offerta per Aiuti Internazionali”.

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  • Commissione Asili Notturni

    Istituita nel 1880, e per questo seconda Commissione per costituzione dopo quella delle Cucine Economiche, ospita persone senza fissa dimora cui viene prestata anche assistenza morale e religiosa.

    L'Asilo notturno di via Santa Maria in Cappella risulta particolarmente accogliente e familiare, potendo anche contare su stanze singole che permettono all'ospite di godere di una sistemazione confortevole oltre che di avere la sua privacy. Si registrano ogni anno circa 8500 presenze.

    Clicca qui per Informazioni e cenni storici sugli Asili notturni.

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    Commissione Asili Notturni Via Santa Maria in Cappella, 6 – Tel. 06.5818.992

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  • Commissione A.V.C. S.Pietro

    Nel 1998, il Circolo S. Pietro, nella persona dell’allora Presidente Marcello Sacchetti, e la Fondazione Cassa di Risparmio di Roma, in collaborazione con il Prof. Saverio Arcuri, primario di Anestesia e Terapia del Dolore del Polo Oncologico del Regina Elena, istituirono presso la Casa di Cura Sacro Cuore un centro di accoglienza residenziale ed ambulatoriale per le Cure Palliative. All'epoca le cure palliative erano ancora agli esordi, e quella del Circolo S. Pietro fu la prima esperienza di Hospice dell'Italia centro-meridionale.

    Da allora, il Sacro Cuore, con il fondamentale contributo e supporto della Fondazione Roma, ha ampliato la propria struttura allargando i suoi servizi anche all’assistenza domiciliare, ai pazienti SLA ed Alzheimer; modificando inoltre la propria organizzazione amministrativa, oggi interamente di proprietà della Fondazione Sanità e Ricerca da cui prende il nome.

    Il Circolo S. Pietro continua a prestare la propria opera di volontariato, cercando di mantenere vivo quello spirito di assistenza ed accompagnamento che dall'inizio ha contraddistinto l’Hospice, nella speranza di far sentire pazienti e familiari un po’ come a casa loro, accolti e protetti, specialmente in un passaggio difficile della vita degli uni e degli altri.

    Con il crescere delle esperienze e del numero di strutture destinate alle cure palliative, si è sviluppata anche la consapevolezza del grande valore che il volontario ricopre in questo campo, tanto da essere inserito formalmente nell’organigramma del personale degli Hospice, anche grazie al grande lavoro della Fondazione Cure Palliative, che ha contribuito a redigere il Core Curriculum del Volontario in Cure Palliative insieme alla Società Italiana Cure Palliative.

    contatti: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

     

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  • Case Famiglia

    Nella Casa intitolata a S. Giovanni Paolo II sono accolti i genitori dei bambini ricoverati presso l’Ospedale Pediatrico del Bambino Gesù. È stata costituita nel 1919 e solennemente inaugurata il 25 gennaio 1920 dall’Eminentissimo Cardinale Filippo Giustini

    Già a partire da allora il motto “Carità e gentilezza si danno molto spesso la mano” ha ispirato e connotato in tanti anni le varie attività, allora come oggi, poste in essere dalla Commissione per le Case Famiglia: la carità che accoglie i genitori dei bambini ricoverati presso l’Ospedale Pediatrico “ Bambino Gesù ” si unisce strettamente alla gentilezza ed entrambe diventano quella carezza che Papa Francesco si è raccomandato di dare a Suo nome ai nostri fratelli.

    Alla Casa Famiglia si accede esclusivamente attraverso il “Negozietto“, struttura posta all’interno dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù.

    La struttura ha 15 stanze, arredate semplicemente, tutte con bagno, per un totale di 25 posti letto. Vi è la possibilità di utilizzare una cucina per preparare autonomamente i pasti. Nella Casa c’è anche una piccola Cappella.

    La Casa Famiglia Giovanni Paolo II è sita tra il Tevere e le pendici del Gianicolo, accanto a Piazza Santa Maria in Trastevere, nel cuore della vecchia Roma.

    ***

    Dopo un trentennio di feconda attività, agli inizi degli anni Sessanta fu chiusa la Casa famiglia “Principessa di Piemonte “, sita in via in Selci.

    Il Santo Padre Paolo VI, amorevolmente attento alle Opere di carità del Circolo, volle benevolmente concedere l’edificio di Via S. Giovanni in Laterano 79, situato a metà strada tra la Basilica di S. Giovanni in Laterano ed il Colosseo, affinché fosse possibile continuare l’opera della precedente Casa “sicuro asilo alle fanciulle ed alle giovani lontane dalle famiglie per motivi di lavoro o di studio, lasciate sole e senza guida in una grande città quale Roma”.

    Successivamente ai lavori di modifica e ristrutturazione, la Casa famiglia venne inaugurata e benedetta il 28 gennaio 1967 da Sua Eminenza Rev.ma il Card. Luigi Traglia, Vicario Generale di Sua Santità per Roma. In quella occasione, nella bella Cappella della Casa, fu benedetta anche la statua della Madonna miracolosa, detta “Madonnina del 16” per le grazie che si moltiplicano dal 16 ottobre 1949, quando fu posta nella precedente Casa di via in Selci.

    Negli anni sono state molte le ragazze ospitate, per motivi di studio o di lavoro, che hanno sempre trovato nella Casa, ora intitolata al “Beato Paolo VI”, un ambiente sano, decoroso, affettuoso, prodigo di insegnamenti, di fatto una vera famiglia, grazie anche all’assistenza ed all’accoglienza delle Suore d’Ivrea prima e delle Maestre Pie Venerini dopo.

    Attualmente sono in corso importanti lavori di rinnovamento e riconversione, in collaborazione con l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, per permettere quanto prima di poter ospitare, provenienti da ogni parte del mondo, i familiari dei bambini lì ricoverati.

    Nonostante i lavori, il culto della “Madonnina del 16” continua con la celebrazione, il 16 di ogni mese, della Santa Messa.

     

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    Commissione Case Famiglia: Via della Lungaretta, 91/B – Tel. 06.5896.427; Via S.Giovanni in Laterano, 79 – Tel. 06.7045.0454.

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  • Commissione per l'Ascolto e l'Assistenza

    Il Centro di Ascolto, attivo dal 1999, fornisce consulenze di carattere psicologico, giuridico ed amministrativo, oltre ad aiuti materiali con oltre 2000 prestazioni annue.

    Già nel 1896 il Circolo S. Pietro aveva dato vita alla Commissione “Segretariato del Popolo“ per venire incontro alle esigenze dei meno fortunati nello svolgimento di pratiche amministrative e burocratiche e per le necessità medico-assistenziali.

    Dal 2001 è operativo anche un presidio sanitario di prima assistenza.

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  • Commissione Cucine Economiche

    Le Cucine Economiche vennero istituite nel 1877, per espresso desiderio di Sua Santità il Beato Pio IX, il quale, con l’intenzione di sfamare i più bisognosi, donò al Circolo le pentole degli Zuavi, battaglione pontificio disciolto dopo il 1870, affinché a Roma “l’esercito dei poveri, che non sarebbe mai mancato alla Chiesa, avesse sempre una minestra calda”.

    Il Circolo S. Pietro, dedito già dal 28 aprile 1869, giorno della sua fondazione, alla finalità di “formare i giovani alla franca professione della cristiana religione e alla coraggiosa difesa dei sacri diritti della Chiesa”, concretizzò pertanto la sua vocazione con l’apertura di alcune Cucine, nelle quali si forniva, a quanti ad esse si rivolgevano, un servizio della carità, fatto non solo di aiuto materiale, ma anche di ristoro e cura dell’anima.

    Da allora, proprio per sottolineare come questa attività caritativa avesse a fondamento una speciale attenzione per la persona che è nel bisogno, favorendo nel contempo l’educazione dei propri Soci alla condivisione, al rispetto e all’amore secondo la logica del Vangelo di Cristo, fu deciso che il Monogramma di Cristo, presente nel simbolo del Circolo S. Pietro assieme al motto Preghiera, azione, sacrifizio, campeggiasse sull’ingresso delle Cucine.

    Successivamente, sorsero numerose Cucine del Circolo, definite dai poveri che le frequentavano giornalmente “la minestra del Papa”, ove furono distribuite, durante la I guerra mondiale, 600.000 pasti nel 1914, 2.100.000 nel 1915, 3.500.000 nel 1916, più di 4 milioni nel 1917.

    Durante la crisi degli anni Trenta, ma soprattutto durante la II guerra mondiale, sorsero Cucine del Circolo quasi in ogni quartiere di Roma e, nonostante la penuria di ogni genere alimentare e di prima necessità, esse fornirono oltre 4 milioni di razioni, non più solo ai diseredati e ai poveri, ma ai cittadini romani alla fame, alle famiglie di militari al fronte e alla gente fuggita dalle campagne incolte in cerca di una sistemazione nella Capitale.

    Nei decenni successivi agli anni Cinquanta, le seppur ridotte Cucine continuarono a sfamare i poveri, in particolare quelli che aveva creato la guerra e che ancora stentavano a reinserirsi; in seguito i barboni, per scelta o per necessità, i tossicodipendenti e quanti, al disgregarsi di entità internazionali, migravano in cerca di un futuro migliore.

    Nel corso del Grande Giubileo del 2000, per esplicita volontà di S.Giovanni Paolo II, la gestione delle mense per i pellegrini poveri che giungevano a Roma per l’Anno Santo fu affidata al Circolo S. Pietro, che, nel solco della tradizionale fedeltà al Sommo Pontefice, si fece carico anche della distribuzione di 500 pasti gratuiti giornalieri in chioschi ubicati presso le quattro Basiliche Patriarcali Romane.

    Oggi le mense del Circolo S. Pietro sono quelle ormai storiche di via della Lungaretta 91/b a Trastevere (dal 1933), di via Mastro Giorgio 37 a Testaccio(dal 1890), e quella di via Adige 11 ai Parioli (dal 1933), riaperta nel 2009 alla presenza di Sua Eccellenza Reverendissima Mons. Renato Boccardo, allora Segretario Generale del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano.

    Ad esse si rivolgono, accanto ai poveri tradizionali, i “nuovi poveri” rappresentati da anziani senza sostegno economico, giovani privi di lavoro, uomini separati, immigrati extracomunitari, la maggior parte dei quali clandestini, ma anche chi entra ed esce dal carcere, chi semplicemente vive nell’indigenza e quindi si rivolge alle Cucine per poter avere un pasto caldo: a tutti il Sodalizio fornisce assistenza materiale e spirituale con la stessa generosità, con l’identico spirito di servizio verso Dio, con quella carità che dura ininterrotta da quel lontano 1877. Le Cucine provvedono alla distribuzione di circa 45.000 pasti completi all’anno, ma altresì alla fornitura di circa 30 quintali di derrate alimentari di vario tipo a famiglie bisognose e a vari Istituti religiosi, nonché, con la collaborazione del Centro Polifunzionale e della Commissione Guardaroba, alla consegna di pacchi con indumenti, coperte e biancheria nuova.

    Questa Commissione è composta da 58 Soci, tra effettivi e partecipanti, che dedicano il proprio tempo a un lavoro impegnativo, a volte rischioso, in orari scomodi, alternando le presenze sulle tre mense del Circolo, supportati da 28 Volontari esterni al Circolo: tutti sono però accomunati dall’obiettivo di testimoniare la carità verso i più deboli, gli emarginati, gli ultimi, non solo dando da mangiare alle persone che arrivano per chiedere un pasto, ma anche offrendo disponibilità all’ascolto di un’umanità sofferente.

    Le strutture che ospitano questa attività, la più antica e conosciuta del Circolo, vivono con il contributo dei benefattori, ma possono contare sull’aiuto del Santo Padre, che non manca mai di far arrivare il suo paterno sostegno ai poveri di Roma.

    A coloro che vengono a mangiare senza essere in possesso del “buono”, che normalmente viene distribuito gratuitamente attraverso i parroci o gli Istituti religiosi, si chiede un piccolo contributo simbolico e volontario, in modo che ciascuno sia psicologicamente sostenuto dal fatto di aver “acquistato” il pasto.

    Presso la Sede del Circolo, in Piazza S. Calisto 16, possono essere acquistati i buoni pasto "Benefattori" del valore di € 2,50 l’uno, da donare direttamente ai bisognosi o ai parroci di alcune parrocchie selezionate appositamente per soddisfare questa esigenza, che provvederanno successivamente alla loro distribuzione.

    Chi vuole adottare quest’opera del Circolo può farlo con un versamento su:

    Banca Prossima IBAN IT19 U030 6909 6061 0000 0157 221 

    Bancoposta Bollettino ccp n.3 5064 005

    Oppure cliccando su Oggi offro io! 

    Commissione Cucine Economiche
    Via della Lungaretta, 91/b - Tel. 06.5800.984
    Via Mastro Giorgio, 37 - Tel. 3358189610
    Via Adige, 11 - Tel. 06.8543.098

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  • Commissione Circolo

    Anima la vita sociale promuovendo iniziative culturali e coordinando le attività che si svolgono all’interno della Sede Sociale.

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  • Commissione Culto e Attività Religiose

    La commissione Culto cura tutte le attività religiose del Circolo, sia quelle svolte presso la Sede di Palazzo S.Calisto, sia presso altri luoghi di culto.

    La chiesa di S. Maria della Pietà nel Colosseo, dal 1936, è affidata al Circolo S. Pietro che vi celebra la Santa Messa, il sabato alle ore 16,00 e la domenica alle ore 10,30.

    In essa si conclude, il venerdì di Passione di ogni anno, una suggestiva rappresentazione della Via Crucis, svolta all’interno dell’Anfiteatro Flavio. Nel 1983, anno Santo della Redenzione, la "Cappellina", così com'è amorevolmente conosciuta tra i soci, è stata onorata dalla visita di S. Giovanni Paolo II.

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  • Commissione Guardaroba

    Dal 1890, su segnalazione di Parrocchie, Istituti, Comunità religiose la Commissione distribuisce ai poveri bisognosi di Roma centinaia di pacchi con indumenti, coperte e biancheria completamente nuovi.

    Le attività della Commissione ebbero un particolare incremento negli anni trenta, per desiderio di S.S. Pio XI.

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  • Commissione Carità del Papa

    Il Circolo, per antica tradizione, raccoglie presso le Parrocchie, le Scuole, gli Istituti Religiosi ed i privati della Diocesi di Roma, l’Obolo di S.Pietro, che viene umiliato al Santo Padre durante la tradizionale Udienza concessa al Sodalizio.

    Le offerte possono essere inviate al Circolo S. Pietro - Obolo - sul c.c.p. n. 49796006.

    Ora è possibile donare anche con Carta di Credito o Paypal facendo click sulla locandina sottostante

                                                       

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  • Sezione Servizi d'Onore

    La Sezione Servizi d’onore fu istituita nel 1888 per confermare e rafforzare la costante dedizione e la devota fedeltà che uniscono il Circolo alla Persona del Sommo Pontefice e alla Sede dell’Apostolo Pietro.

    Da allora, i soci della Sezione, secondo le direttive della Prefettura della Casa Pontificia, svolgono servizio di accoglienza dei fedeli, dei pellegrini, delle personalità e delle diverse autorità che partecipano alle Celebrazioni liturgiche presiedute dal Santo Padre nelle Basiliche Papali.

    La Sezione è impegnata in tutti gli eventi dell’anno liturgico ed in ogni altro rito presieduto dal Pontefice, per una media di circa cinquanta servizi all’anno. Durante una delle udienze concesse al Sodalizio, S. Giovanni Paolo II ebbe a definire quello prestato come un “servizio liturgico”.

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  • Sezione Stampa e Bollettino

    Dalla fondazione del Circolo S.Pietro viene pubblicato un Bollettino che tratta argomenti di interesse religioso e culturale, informando, inoltre, i Soci di tutte le attività e manifestazioni del Circolo.

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