Vita del Circolo

Esposizione natalizia 2018

Dal 14 al 17 novembre, presso la Sede del Circolo S. Pietro in piazza S. Calisto 16, ha avuto luogo la tradizionale “Esposizione di oggetti regalo, arredi e articoli natalizi”, anche quest'anno arricchita dagli oggetti donati a Papa Francesco e affidati al Circolo S. Pietro per aiutare la Sua Carità.

«In occasione dei festeggiamenti del 150° dalla fondazione del 2019, il Circolo S. Pietro inaugurerà la nuova Casa Famiglia intitolata al Beato Paolo VI, in via di San Giovanni in Laterano, a poche centinaia di metri dal Colosseo. Una volta ultimati i lavori», spiega Leopoldo Torlonia, Presidente del Circolo S. Pietro, «la rinnovata struttura, al pari della Casa Famiglia attiva in via della Lungaretta, sarà adibita ad opera di accoglienza per i bambini, in cura presso il reparto di Oncologia Pediatrica dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, e per i loro genitori, provenienti da ogni parte d’Italia e del mondo. Le offerte raccolte attraverso l'Esposizione contribuiranno alla realizzazione del progetto».

A partire da mercoledì 14 novembre, dalle ore 14.00, soci e amici hanno potuto scegliere, donando un’offerta, oggetti provenienti da ogni parte del mondo e scelti in un’ottica di sostenibilità economica e sociale, quali soprammobili, capi di abbigliamento, pelletteria, accessori e bigiotteria, elementi di arredo e decorativi. Tra gli articoli più particolari che è stato possibile trovare quest'anno, il sapone d'Aleppo Tadé, distributore che si impegna al fianco dei “Baroudeurs de l’espoir” (Soldati della speranza), associazione che fornisce un servizio medico d’urgenza agli aleppini ed un accompagnamento dei bambini privi di scolarizzazione.

Com'è accaduto per le ultime edizioni dell'evento, anche in questa occasione, il Circolo S. Pietro ha esposto, in un angolo riservato, alcuni oggetti donati da Papa Francesco, il cui ricavato andrà per la carità personale del Santo Padre.

Da anni, le Esposizioni, natalizia e primaverile, rappresentano una delle modalità che permettono la raccolta fondi del Circolo S. Pietro: l’intero ricavato delle offerte raccolte sarà utilizzato a sostegno delle Opere di Carità compiute in favore dei bisognosi di Roma.

Rassegna stampa
Roma Sette.it
Aci Stampa
Osservatore Romano
Corriere della Sera
La Repubblica

Onorificenza di stato ungherese al Presidente

Gli ultimi anni hanno visto crescere la vicinanza tra il Circolo S. Pietro e l’Ambasciata d’Ungheria presso la Santa Sede grazie anche alla proficua collaborazione che ha portato alla realizzazione di due importanti iniziative – il progetto Misericordia nel 2016 e il concerto di San Martino nel 2017 – al fine di favorire lo scambio culturale tra i due Paesi. Con la speranza di una sempre più fruttuosa collaborazione, l’Ambasciatore d’Ungheria presso la Santa Sede, Sua Altezza Imperiale l’arciduca d’Austria Eduard Habsburg-Lothringen, ha insignito il Presidente del Circolo S. Pietro, Leopoldo Torlonia, dell'Onorificenza al Merito della Repubblica ungherese a nome e per conto di S.E. János Áder, presidente d’Ungheria. Alla cerimonia di conferimento, che si è svolta in data 29 maggio 2018 presso la sede dell’Ambasciata, l’Ambasciatore ha espresso apprezzamento per le attività del Circolo che ha avuto modo di conoscere più da vicino in occasione sia della collaborazione per l’organizzazione delle due iniziative sia della visita alla Sede ed alla Cucina economica di via della Lungaretta. Infine, la consegna dell’onorificenza al Presidente Torlonia “per le sue benemerenze a favore dello sviluppo delle relazioni tra la Santa Sede e l’Ungheria, nonché in riconoscimento del suo impegno umanitario”. A seguire, il Presidente Torlonia ha ringraziato, per il tramite dell’Ambasciatore, il Presidente d’Ungheria per l’onore concessogli e ricordato la sua visita a Budapest, ospite del Vice Primo Ministro on. Zsolt Semjén, in occasione della quale ha potuto ammirare la corona di S. Stefano, simbolo dell’Ungheria, custodita presso il Parlamento. Tra i convenuti alla cerimonia, oltre il nostro Presidente, erano presenti S.E. Rev.ma Monsignor Paolo De Nicolò, Reggente emerito della Prefettura della Casa Pontificia, Monsignor Stefano Sanchirico, Prelato di Anticamera della Casa Pontificia, Monsignor Tamás Tóth, Consigliere ecclesiastico dell’Ambasciata e Rettore del Pontificio Istituto Ecclesiastico Ungherese, e alcuni rappresentanti del Circolo S. Pietro.

Chi è il vaticanista?

Chi è e cosa fa un vaticanista? Sull’area di competenza, il sostantivo di per sé dice abbastanza, ma in che modo è cambiata nel tempo questa professione? È stato questo il tema di “Il mestiere del vaticanista”, l'incontro che si è svolto il 12 giugno presso la Sala dei Papi del Circolo S. Pietro a Palazzo S. Calisto. Il socio Marco Franzelli, vicedirettore Rai Sport, ha incontrato Fabio Zavattaro, vaticanista del Tg1, per una conversazione sulla figura di un professionista dell'informazione i cui obiettivi sono lo studio e la comprensione del modo di operare della Santa Sede e della Chiesa cattolica romana.
Studioso di problematiche riguardanti il Vaticano o giornalista che si occupa in modo specifico dell’azione religiosa e politica della Santa Sede, come riportano i dizionari, il termine vaticanista ha significati e sfumature diverse, non ultima quella indicata da Zavattaro, che ha ricordato come, ai tempi del Papa re, facesse riferimento a chi poteva entrare nelle mura leonine, a chi, in breve, aveva accesso ai Palazzi.
Partendo dalla genesi del vocabolo, la conversazione ha toccato vari aspetti, dall'importanza della verifica delle fonti, soprattutto alla luce di un sistema di comunicazione sempre più ibridato con le tecnologie digitali, alle regole non scritte che impongono al vaticanista un pudore e una sensibilità che spesso manca nel mondo del giornalismo.
I ricordi di Zavattaro, prontamente guidato dalle domande di Franzelli, sono andati dai 125 giorni all'anno di viaggi effettuati durante il Pontificato di Giovanni Paolo II alla precisione al secondo degli Angelus di Benedetto XVI fino a Papa Francesco e all'invito a “saper orientare il nostro rapporto con le tecnologie, invece che farci guidare da esse”.
Tra ricordi personali e aneddoti professionali dei due giornalisti, “Il mestiere del vaticanista” ha fatto il punto su una professione in equilibrio tra missione sociale e missione ecclesiale al servizio del lettore. Nei prossimi mesi, il Circolo S. Pietro organizzerà nuovi incontri sul tema.

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