Sezione Stampa e Bollettino

Dalla fondazione del Circolo S.Pietro viene pubblicato un Bollettino che tratta argomenti di interesse religioso e culturale, informando, inoltre, i Soci di tutte le attività e manifestazioni del Circolo.

#IONONHOCASA. Intervista al Presidente Sacchetti

Il Covid-19 non ferma la minestra del Papa. Le Cucine economiche del Circolo S. Pietro proseguono senza sosta a distribuire pasti completi in piena sicurezza, al di fuori delle mense di via della Lungaretta e di via Adige. È possibile aiutare gli assistiti del Sodalizio romano aderendo alla campagna #IONONHOCASA. Ne abbiamo parlato con il Presidente del Circolo S. Pietro, Niccolò Sacchetti.

Presidente Sacchetti, qual è il suo commento in questi giorni così difficili?

La situazione è certamente complessa, quasi surreale, ma non spetta a me commentarla. È in momenti come questi che si fa più evidente il grande “cuore” di questa meravigliosa città e, direi, di tutto il nostro paese. Istituzioni, associazioni, volontari e cittadini si sono subito resi disponibili per aiutare in ogni modo possibile e sotto qualsiasi forma, con spirito di grande collaborazione e generosità scevra da personalismi o secondi fini. Mi piace ripetere che il “bene” è meravigliosamente contagioso, mai come ora credo che questa frase sia calzante.

In che modo prosegue il lavoro del Circolo S. Pietro al servizio dei più poveri?

Siamo nati 150 anni fa proprio per dare da mangiare ai romani nel momento del bisogno e in un contesto come questo davvero non potevamo tirarci indietro. “La Minestra del Papa”, così ci hanno chiamati per anni, non si è fermata malgrado le oggettive difficoltà che si erano create. Purtroppo abbiamo dovuto sospendere alcune delle nostre attività, principalmente su richiesta degli ospedali di riferimento, ma è ancora attivo un gruppo ristretto di volontari per le emergenze presso l'Ospedale Pediatrico “Bambino Gesù”. E rimane aperta, con tutta una serie di precauzioni, la Casa famiglia “S. Giovanni Paolo II”, dove ospitiamo proprio le famiglie dei bambini ricoverati al “Bambino Gesù”, così come è in funzione l’Asilo notturno per i senza fissa dimora finché, con l’aiuto dell’Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Roma, Veronica Mammì, non riusciremo a trasferirli in una casa più adatta ad una permanenza h24.

Come vi state organizzando viste le limitazioni del decreto?

Le due storiche mense di via della Lungaretta e via Adige possono continuare ad offrire il loro servizio grazie all’impegno dell’Assessore Mammì e soprattutto grazie agli amici del CISOM (Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta) che, svolgendo funzioni di Protezione Civile presso le nostre strutture, garantiscono il rispetto delle regole vigenti. A ciò si è poi aggiunta anche la Delegazione di Roma dell’Ordine di Malta che ha messo a disposizione alcuni volontari e ben 1000 pasti. La collaborazione spontanea e naturale tra storiche realtà caritative della nostra città, come Circolo S. Pietro, CISOM, Delegazione dell’Ordine di Malta e Sant'Egidio, è davvero una grande gioia in un momento di bisogno com'è quello attuale. Nella serata di venerdì 27 marzo, il Santo Padre ci ha ricordato come “siamo tutti nella stessa barca”, e come non possiamo e non dobbiamo pensare che sia possibile fare da soli! Anche queste collaborazioni danno il senso di una Comunità ecclesiale coesa e tesa soltanto al bene comune.

Possiamo fare qualcosa anche noi per aiutare i bisognosi della città di Roma?

È possibile contribuire all'azione di carità del Circolo S. Pietro, aderendo e diffondendo il più possibile la nostra nuova campagna, #IONONHOCASA, che ci permette di continuare a distribuire pasti a quanti non hanno la possibilità di proteggersi, rimanendo a casa, ed hanno più difficoltà di prima a trovare un pasto caldo.

Il vostro motto è «Preghiera, Azione e Sacrificio». Qual è l'augurio che si fa ora come Presidente?

Mi auguro ovviamente che questa emergenza finisca presto e che in quanto soci e volontari del Circolo S. Pietro possiamo tornare quanto prima a misurarci con l'«azione», perché non c'è dubbio che il «sacrificio» ora sia accettare docilmente di rinunciare a quel servizio che continuiamo a sostenere, con ancora maggiore forza, attraverso la «preghiera». Ci tengo a ringraziare di cuore tutti quelli che direttamente o indirettamente partecipano al nostro impegno e ci sostengono oltre a chi vorrà aderire alla campagna #IONONHOCASA.

Rassegna stampa

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Assemblea Straordinaria procrastinata a data da destinarsi

Carissimi Soci e Volontari,

preso atto del Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 9 marzo 2020, "Misure urgenti di contenimento del contagio sull'intero territorio nazionale", si comunica che l'Assemblea Straordinaria dei Soci del Circolo S. Pietro, convocata il 18 marzo per l'elezione del nuovo Consiglio Direttivo e del Collegio dei Revisori dei Conti, viene procrastinata a data da destinarsi.

La Segreteria

11 marzo, giornata di digiuno e preghiera, la lettera del Cardinale Vicario

Pubblichiamo la lettera di Sua Eminenza Reverendissima, il Signor Cardinale Angelo De Donatis, Vicario di Sua Santità per la Diocesi di Roma, ai fedeli della Diocesi di Roma. 

Clicca qui per vedere il documento

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Carissimi,
vi scrivo al termine degli esercizi spirituali con la curia romana ad Ariccia. In questi giorni di preghiera e di silenzio, ho sentito forte il grido della nostra città, dell’Italia e del mondo, in questo momento particolare che stiamo vivendo. È una situazione a cui non siamo abituati, che ci preoccupa, ma soprattutto ora siamo chiamati a vivere con la forza della fede, la certezza della speranza, la gioia della carità.

Mettendoci in ascolto della Parola di Dio di ogni giorno, vogliamo leggere questi tempi con i Suoi occhi, aiutando le nostre comunità a tornare a Lui, a riscoprire ciò che è essenziale, a ritrovare il gusto della preghiera. Sono questi i giorni in cui infondere speranza, in cui trasmettere fiducia, in cui metterci in ginocchio per intercedere per il mondo. Penso all’intercessione della regina Ester per la salvezza del suo popolo (cfr. Est 4,17) e all’insegnamento di Gesù sull’efficacia della preghiera (cfr. Mt 7,7-12). Questa forza la sperimentiamo in particolare quando siamo consapevoli delle nostre debolezze, delle nostre fragilità, del senso di smarrimento che avvertiamo davanti all’imprevisto e all’ignoto.

“Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto” (Mt 7,7).
Chiedere è l’atteggiamento del mendicante che ha bisogno di ricevere dagli altri ciò che non può ottenere con le proprie forze. A Dio chiediamo ciò che non possiamo procurarci da soli: il soffio della vita, il perdono, la pace interiore, la salvezza. Cercare indica un movimento, un darsi da fare per avere prima di tutto “il Regno di Dio e la sua giustizia” (cfr. Mt 6,33), certi che Dio provvederà per ciò di cui abbiamo bisogno. Bussare è desiderare di entrare nell’intimità del Padre, cioè nella Sua volontà, attraverso la porta della misericordia che è Cristo stesso.

Il Centro per la Pastorale Sanitaria, dall’inizio dell’anno, invita a celebrare ogni mese, il giorno 11, la giornata mensile del malato. Vista la necessità del momento, in comunione con il Consiglio Episcopale, chiedo a tutti i cristiani di Roma, di offrire una giornata di preghiera e di digiuno, mercoledì 11 marzo 2020, per invocare da Dio aiuto per la nostra città, per l’Italia e per il mondo. Lo stesso giorno presiederò una Santa Messa dal Santuario del Divino Amore alle 19 che vi invito a seguire in diretta su Telepace (canale 73 e canale 515 di Sky) e in streaming sulla pagina Facebook della diocesi di Roma.

Pregheremo per quanti sono contagiati e per chi si prende cura di loro; e per le nostre comunità, perché siano testimonianza di fede e di speranza in questo momento.

Oltre al digiuno, rinunciando ad un pasto, vogliamo essere vicini, con un segno di elemosina, raccogliendo delle offerte che devolveremo a sostegno del personale sanitario che si sta spendendo con generosità e sacrificio nella cura dei malati (le offerte si potranno consegnare al Centro per la Pastorale Sanitaria del Vicariato).

Affidandoci a Maria, Madre del Divino Amore e Salute degli infermi,
Vi benedico,

Angelo card. De Donatis

6 marzo 2020

 

Allegati:
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"Incarnarsi nel bisognoso". 151ma Assemblea solenne

«Abbiamo sperimentato e sperimentiamo continuamente lo sforzo che la Chiesa deve fare e fa nell'incarnarsi nel mondo per manifestare l’inesauribile ricchezza che possiede e che le viene da Cristo stesso». A partire dall'Esortazione Apostolica Postsinodale “Querida Amazonia”, Sua Eminenza Reverendissima, il Signor Cardinale Angelo De Donatis, Vicario di Sua Santità per la Diocesi di Roma, ha indicato ancora una volta ai soci del Circolo S. Pietro, riuniti nella serata di venerdì 21 febbraio a Palazzo S. Calisto, la necessità di andare incontro al bisognoso.

«Incarnarsi: questo verbo esprime compiutamente», ha continuato Sua Eminenza, «il pensiero, il desiderio, la volontà del Papa che non cessa mai di ricordare al mondo intero e particolarmente ai cristiani l’obbligo di un incontro particolare e speciale con tutti coloro che, vivendo forse ai margini della società ed anche della Chiesa, hanno bisogno, hanno sete, hanno fame di Dio!».

Parole chiarissime che il Cardinale Vicario ha donato «come spunto di riflessione», ancora meglio «come indicazione sul modo di procedere nella vita del nostro Circolo» che, durante questa 151ma Assemblea solenne, in occasione della Festività della Cattedra di S. Pietro, ha visto il passaggio di consegne dal presidente uscente Leopoldo Torlonia a Niccolò Sacchetti, da 25 anni socio del Sodalizio Romano e attivo in varie Commissioni.

«Guardando indietro, i quattordici, bellissimi anni appena trascorsi», ha affermato Don Leopoldo salutando i soci, «mi appaiono come una corsa a perdifiato, quasi una sfida contro il tempo, per tentare di aiutare il maggior numero di persone che vivono in stato di necessità».

«Con il vostro aiuto», ha continuato Don Leopoldo in una Sala dei Papi gremita, «ho cercato di esprimere il carisma del Circolo, confermandone ogni giorno la missione. Posso dire di aver lavorato sodo, qualche volta ottenendo buoni risultati, altre volte con esiti che non mi hanno soddisfatto a pieno. Avrei potuto fare di più? Sicuramente. In tutti i casi, ho prestato il mio servizio con entusiasmo e con l’intendimento di fare qualcosa di veramente utile per gli altri».

Nel segno di un equilibrio tra tradizione e rinnovamento, il discorso di insediamento del Presidente Sacchetti ha posto l’accento sul bisogno connaturato all'uomo di darsi all'altro. «Se è vero che ci sono tante persone che hanno bisogno di aiuto», ha detto il Presidente nel sentito discorso di insediamento, «ce ne sono almeno altrettante che hanno bisogno di aiutare e che cercano un solido riferimento per aprirsi a questo mondo meraviglioso».

La chiave sta nella regola aurea della reciprocità del dono, nell'urgenza dell’accoglienza, perché «tutti noi che abbiamo fatto una qualsiasi esperienza di volontariato», ha continuato Sacchetti, «sappiamo bene che non è mai un percorso a senso unico, che riceviamo sempre molto di più di quello che siamo in grado di dare e che il servizio, il volontariato è un grande dono che riceviamo e che non possiamo tenere solo per noi». Da qui l’importanza di «accogliere, coinvolgere e soprattutto formare chi si vuole avvicinare al mondo del volontariato avendo sempre chiaro non il perché ma il per chi lo facciamo».

Braccio operativo della carità del Papa, il Circolo S. Pietro articola l’attività attraverso varie Commissioni e Sezioni che, anche quest’anno, sono riuscite a fare numeri importanti. Tra gli altri, stiamo parlando di 41mila pasti offerti dalle Cucine economiche, 7500 pernottamenti presso l’Asilo notturno e 6500 presso la Casa famiglia, di 1500 articoli di vestiario donati dalla Commissione Guardaroba e di 120 assistiti mensili presso il centro d’ascolto.

Al discorso del Presidente, come ogni anno, hanno fatto seguito il giuramento dei Soci Effettivi e il conferimento della Medaglia dorata ad un socio che ha compiuto cinquant'anni di appartenenza. Al termine dell’Assemblea, il Cardinale De Donatis ha espresso il ringraziamento suo «personale e della Diocesi di Roma» al Circolo e ad «ogni socio per quello che è e per quello che fa!». Un’immagine dell’Icona della Madonna Salus Populi Romani è stata donata al Sodalizio Romano dal Cardinal Vicario che ha consacrato ancora una volta a Maria il Circolo, «convinto che sotto la protezione della Madonna il cammino che dobbiamo percorrere sarà certamente più lieve e sicuro».

Prima dell’Oremus Pro Pontifice, recitato insieme all'Assistente Ecclesiastico Mons. Franco Camaldo, il Cardinale Vicario ha benedetto i presenti e le loro famiglie.

RASSEGNA STAMPA
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