Case Famiglia

Nella Casa intitolata a S. Giovanni Paolo II sono accolti i genitori dei bambini ricoverati presso l’Ospedale Pediatrico del Bambino Gesù. È stata costituita nel 1919 e solennemente inaugurata il 25 gennaio 1920 dall’Eminentissimo Cardinale Filippo Giustini

Già a partire da allora il motto “Carità e gentilezza si danno molto spesso la mano” ha ispirato e connotato in tanti anni le varie attività, allora come oggi, poste in essere dalla Commissione per le Case Famiglia: la carità che accoglie i genitori dei bambini ricoverati presso l’Ospedale Pediatrico “ Bambino Gesù ” si unisce strettamente alla gentilezza ed entrambe diventano quella carezza che Papa Francesco si è raccomandato di dare a Suo nome ai nostri fratelli.

Alla Casa Famiglia si accede esclusivamente attraverso il “Negozietto“, struttura posta all’interno dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù.

La struttura ha 15 stanze, arredate semplicemente, tutte con bagno, per un totale di 25 posti letto. Vi è la possibilità di utilizzare una cucina per preparare autonomamente i pasti. Nella Casa c’è anche una piccola Cappella.

La Casa Famiglia Giovanni Paolo II è sita tra il Tevere e le pendici del Gianicolo, accanto a Piazza Santa Maria in Trastevere, nel cuore della vecchia Roma.

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Dopo un trentennio di feconda attività, agli inizi degli anni Sessanta fu chiusa la Casa famiglia “Principessa di Piemonte “, sita in via in Selci.

Il Santo Padre Paolo VI, amorevolmente attento alle Opere di carità del Circolo, volle benevolmente concedere l’edificio di Via S. Giovanni in Laterano 79, situato a metà strada tra la Basilica di S. Giovanni in Laterano ed il Colosseo, affinché fosse possibile continuare l’opera della precedente Casa “sicuro asilo alle fanciulle ed alle giovani lontane dalle famiglie per motivi di lavoro o di studio, lasciate sole e senza guida in una grande città quale Roma”.

Successivamente ai lavori di modifica e ristrutturazione, la Casa famiglia venne inaugurata e benedetta il 28 gennaio 1967 da Sua Eminenza Rev.ma il Card. Luigi Traglia, Vicario Generale di Sua Santità per Roma. In quella occasione, nella bella Cappella della Casa, fu benedetta anche la statua della Madonna miracolosa, detta “Madonnina del 16” per le grazie che si moltiplicano dal 16 ottobre 1949, quando fu posta nella precedente Casa di via in Selci.

Negli anni sono state molte le ragazze ospitate, per motivi di studio o di lavoro, che hanno sempre trovato nella Casa, ora intitolata al “Beato Paolo VI”, un ambiente sano, decoroso, affettuoso, prodigo di insegnamenti, di fatto una vera famiglia, grazie anche all’assistenza ed all’accoglienza delle Suore d’Ivrea prima e delle Maestre Pie Venerini dopo.

Attualmente sono in corso importanti lavori di rinnovamento e riconversione, in collaborazione con l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, per permettere quanto prima di poter ospitare, provenienti da ogni parte del mondo, i familiari dei bambini lì ricoverati.

Nonostante i lavori, il culto della “Madonnina del 16” continua con la celebrazione, il 16 di ogni mese, della Santa Messa.

 

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Commissione Case Famiglia: Via della Lungaretta, 91/B – Tel. 06.5896.427; Via S.Giovanni in Laterano, 79 – Tel. 06.7045.0454.

Una veglia per i “talenti” del volontariato

Il 18 novembre, nella sera precedente alla prima Giornata Mondiale dei Poveri, i soci del Circolo S. Pietro hanno partecipato alla Veglia di preghiera per i volontari. Un momento di incontro e di riflessione guidato da Sua Eccellenza Rev.ma Mons. Rino Fisichella che ha voluto esortare tutti gli operatori nel mondo del volontariato a «riflettere sui poveri che abbiamo generato e ignorato». Proprio con queste parole forti è iniziata la meditazione.
Il raccoglimento, la preghiera e le parole di Sua Eccellenza hanno condotto i partecipanti alla Veglia verso una riflessione che ha coinvolto il percorso di vita di ognuno, i valori, le priorità, le vere necessità e le impellenze che da tutte le parti del mondo ci chiedono di intervenire, di essere parte attiva. L’esortazione dal Vangelo di Matteo sui “talenti” si è rivelata non soltanto una conferma dell’operato di molti, ma anche una fonte preziosa da cui attingere energie nuove.
A conclusione della Veglia, ciascuna realtà presente è salita sull’altare, ricevendo il “pane” simbolo dell’impegno di tutti i presenti verso le povertà di oggi. Il Circolo S. Pietro ha poi consegnato il pane, custodito dall’iscrizione “il pane a chi serve”, presso la Casa famiglia Giovanni Paolo II.

Rayenne e Djihene, le sorelline amiche del Circolo

«Ringraziamo di cuore Papa Francesco per la grande opportunità che ci ha dato per le nostre bambine». Queste le parole dei genitori delle due gemelline siamesi algerine separate dai medici dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù durante la conferenza stampa svoltasi nei giorni scorsi presso la struttura.

L'operazione che ha separato Rayenne e Djihene, 17 mesi, ha richiesto 10 ore di camera operatoria ed è stato eseguito da un team multidisciplinare di circa 40 persone guidato dal dott. Alessandro Inserra, direttore del Dipartimento Chirurgico. Si tratta del secondo caso di separazione di siamesi nella storia dell'Ospedale dopo oltre 30 anni, uno dei pochissimi effettuati in Italia.

Dopo un periodo di osservazione in terapia intensiva, il 24 ottobre le piccole sono tornate nel reparto di chirurgia dove sono state accolte dall'affetto dei genitori.

I volontari della Casa famiglia e il Circolo S. Pietro tutto si uniscono alla gioia della famiglia algerina, ospite da alcuni mesi dell'Opera di via della Lungaretta.

(La foto è di proprietà del Bambino Gesù)

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