Il papa visita l'Hospice di Roma. "I malati terminali non siano considerati un peso per la società"

"Oggi, la prevalente mentalità efficientistica tende spesso a emarginare queste persone- ha detto-. Chi ha il senso della dignità umana sa, invece, che esse vanno rispettate e sostenute mentre affrontano le difficoltà e la sofferenza legate alle loro condizioni di salute"

Benedetto XVI

ROMA ."Alcune gravi patologie producono nei malati momenti di crisi, di smarrimento e un serio confronto con la propria situazione personale. I progressi nelle scienze mediche spesso offrono gli strumenti necessari ad affrontare questa sfida, almeno relativamente agli aspetti fisici. Tuttavia, non sempre è possibile trovare una cura per ogni malattia, e, di conseguenza, negli ospedali e nelle strutture sanitarie di tutto il mondo ci si imbatte sovente nella sofferenza di tanti fratelli e sorelle incurabili, e spesso in fase terminale. Oggi, la prevalente mentalità efficientistica tende spesso a emarginare queste persone, ritenendole un peso e un problema per la società. Chi ha il senso della dignità umana sa, invece, che esse vanno rispettate e sostenute mentre affrontano le difficoltà e la sofferenza legate alle loro condizioni di salute." Con queste parole papa Benedetto XVI ha salutato ieri mattina i malati dell' Hospice Fondazione Roma, durante una visita ufficiale alla struttura privata, fondata nel 1998 dal Circolo S. Pietro e dalla fondazione Cassa di Risparmio di Roma.

Nel suo discorso il pontefice ha ricordato come oggi si ricorra "sempre più all'utilizzo di cure palliative, le quali sono in grado di lenire le pene che derivano dalla malattia e di aiutare le persone inferme a viverla con dignità". Tuttavia, ha continuato, "accanto alle indispensabili cure cliniche, occorre offrire ai malati gesti concreti di amore, di vicinanza e di cristiana solidarietà per venire incontro al loro bisogno di comprensione, di conforto e di costante incoraggiamento". Tutte caratteristiche che secondo Benedetto XVI appartengono all'Hospice Fondazione Roma, "che pone al centro del proprio impegno la cura e l'accoglienza premurosa dei malati e dei loro familiari, in consonanza con quanto insegna la Chiesa, la quale, attraverso i secoli, si è mostrata sempre come madre amorevole di coloro che soffrono nel corpo e nello spirito".

Il papa ha visitato i 33 degenti ospitati nella struttura e si è poi intrattenuto per un breve momento di preghiera e di condivisione nella cappella che si trova all'interno dell'Hospice. Ad accogliere il Santo Padre Benedetto XVI erano presenti il vicario generale di Sua Santità per la diocesi di Roma card. Agostino Vallini, i vescovi ausiliari Armando Brambilla e Benedetto Tuzia e, l'assistente ecclesiastico del Circolo S. Pietro mons. Franco Camaldo, il presidente del Circolo S. Pietro don Leopoldo Torlonia e il presidente della Fondazione Roma Emmanuele Emanuele.

Il Presidente del Circolo S. Pietro, don Leopoldo Torlonia  ha rivolto un omaggio al pontefice ricordando che "i nostri pazienti spesso sono persone sole o con famiglie che non hanno la possibilità di potersi occupare di loro". "Nel rispetto totale della libertà di ciascuno, la nostra assistenza si fa preghiera silenziosa e concreta e noi cresciamo nella fede e cerchiamo di donare speranza- ha continuato-. I nostri volontari, sempre presenti, sempre vicini a queste deboli vite, sono  partecipi e testimoni del cambiamento delle persone: in quasi tutti avviene un progressiva crescita umana e spirituale, anche grazie all'affievolimento della sofferenza dovuto alle cure palliative".

(14 dicembre 2009)