A colloquio con il presidente del Circolo S. Pietro

 

La campagna #iononhocasa a favore dei poveri di Roma

di Marco Chiani

 

Il Covid-19 non ferma la minestra del Papa. Le Cucine economiche del Circolo S. Pietro proseguono senza sosta a distribuire pasti completi in piena sicurezza, al di fuori delle mense di via della Lungaretta e di via Adige. È possibile aiutare gli assistiti del Sodalizio romano aderendo alla campagna #IONONHOCASA. Ne abbiamo parlato con il Presidente del Circolo S. Pietro, Niccolò Sacchetti.

 

Presidente Sacchetti, qual è il suo commento in questi giorni così difficili?

 

La situazione è certamente complessa, quasi surreale, ma non spetta a me commentarla. È in momenti come questi che si fa più evidente il grande “cuore” di questa meravigliosa città e, direi, di tutto il nostro paese. Istituzioni, associazioni, volontari e cittadini si sono subito resi disponibili per aiutare in ogni modo possibile e sotto qualsiasi forma, con spirito di grande collaborazione e generosità scevra da personalismi o secondi fini. Mi piace ripetere che il “bene” è meravigliosamente contagioso, mai come ora credo che questa frase sia calzante.

 

In che modo prosegue il lavoro del Circolo S. Pietro al servizio dei più poveri?

 

Siamo nati 150 anni fa proprio per dare da mangiare ai romani nel momento del bisogno e in un contesto come questo davvero non potevamo tirarci indietro. “La Minestra del Papa”, così ci hanno chiamati per anni, non si è fermata malgrado le oggettive difficoltà che si erano create. Purtroppo abbiamo dovuto sospendere alcune delle nostre attività, principalmente su richiesta degli ospedali di riferimento, ma è ancora attivo un gruppo ristretto di volontari per le emergenze presso l'Ospedale Pediatrico “Bambino Gesù”. E rimane aperta, con tutta una serie di precauzioni, la Casa famiglia “S. Giovanni Paolo II”, dove ospitiamo proprio le famiglie dei bambini ricoverati al “Bambino Gesù”, così come è in funzione l’Asilo notturno per i senza fissa dimora finché, con l’aiuto dell’Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Roma, Veronica Mammì, non riusciremo a trasferirli in una casa più adatta ad una permanenza h24.

 

Come vi state organizzando viste le limitazioni del decreto?

 

Le due storiche mense di via della Lungaretta e via Adige possono continuare ad offrire il loro servizio grazie all’impegno dell’Assessore Mammì e soprattutto grazie agli amici del CISOM (Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta) che, svolgendo funzioni di Protezione Civile presso le nostre strutture, garantiscono il rispetto delle regole vigenti. A ciò si è poi aggiunta anche la Delegazione di Roma dell’Ordine di Malta che ha messo a disposizione alcuni volontari e ben 1000 pasti. La collaborazione spontanea e naturale tra storiche realtà caritative della nostra città, come Circolo S. Pietro, CISOM, Delegazione dell’Ordine di Malta e Sant'Egidio, è davvero una grande gioia in un momento di bisogno com'è quello attuale. Nella serata di venerdì 27 marzo, il Santo Padre ci ha ricordato come “siamo tutti nella stessa barca”, e come non possiamo e non dobbiamo pensare che sia possibile fare da soli! Anche queste collaborazioni danno il senso di una Comunità ecclesiale coesa e tesa soltanto al bene comune.

 

Possiamo fare qualcosa anche noi per aiutare i bisognosi della città di Roma?

 

È possibile contribuire all'azione di carità del Circolo S. Pietro, aderendo e diffondendo il più possibile la nostra nuova campagna, #IONONHOCASA, che ci permette di continuare a distribuire pasti a quanti non hanno la possibilità di proteggersi, rimanendo a casa, ed hanno più difficoltà di prima a trovare un pasto caldo.

 

Il vostro motto è «Preghiera, Azione e Sacrificio». Qual è l'augurio che si fa ora come Presidente?

 

Mi auguro ovviamente che questa emergenza finisca presto e che in quanto soci e volontari del Circolo S. Pietro possiamo tornare quanto prima a misurarci con l'«azione», perché non c'è dubbio che il «sacrificio» ora sia accettare docilmente di rinunciare a quel servizio che continuiamo a sostenere, con ancora maggiore forza, attraverso la «preghiera». Ci tengo a ringraziare di cuore tutti quelli che direttamente o indirettamente partecipano al nostro impegno e ci sostengono oltre a chi vorrà aderire alla campagna #IONONHOCASA.